Da Palizzi a Picasso due secoli di grafica in mostra a Pescara

25 Giugno 2014

PESCARA. Uno sguardo all’arte internazionale dalla fine dell’Ottocento ai nostri giorni. Il tutto attraverso le opere di collezionisti privati, appassionati e artisti, anche abruzzesi. È tutto...

PESCARA. Uno sguardo all’arte internazionale dalla fine dell’Ottocento ai nostri giorni. Il tutto attraverso le opere di collezionisti privati, appassionati e artisti, anche abruzzesi. È tutto questo “Idee per una Collezione”, mostra inaugurata nei giorni scorsi al Mediamuseum di Pescara. Si tratta della seconda edizione dell’appuntamento artistico nel capoluogo adriatico, nato da un'idea del pittore di Pratola Peligna Antonio D’Acchille, in collaborazione con l'associazione culturale Metamorfosi e il contributo della Bcc di Pescara.

In mostra nelle sale del Mediamuseum le opere di una cinquantina di maestri che segnano un ideale percorso tra le molteplici tendenze e rivoluzioni artistiche che hanno segnato il mondo della pittura dall’Ottocento ad oggi. Si parte dal XIX secolo italiano. Ed ecco in mostra quadri e grafiche di De Nittis, Boldini, Fontanesi, Pittara, Fattori, i Palizzi, Morelli, Michetti, Signorini. Lo sguardo si sposta poi su alcuni dei più straordinari artisti del Novecento: basti citare, tra gli altri, Picasso, Mirò, Dalì e Rotella. Ma la raccolta delle opere in mostra si arricchisce anche dei quadri Bultrini, Sutherland, Guttuso, dello stesso D'Acchille, di Greco, Mastroianni, Tamburi, Maccari, Treccani, Alberti, Cagli, Cascella, Gentilini, Pesce, Giovannoni, Zazzeroni, Paglialonga, Bartolini, Presutti. «Proporre una mostra sugli artisti del nostro Ottocento», spiega il maestro D’Acchille, «nasce dall’esigenza di riappropriarci di un passato artistico che pian piano va scomparendo e di consentire anche alle nuove generazioni di conoscerlo. Se infatti tutti o quasi tutti i giovani sanno chi siano Andy Warhol o Robert Rauschenberg, davvero in pochi sanno quello che Palizzi, Segantini, De Nittis o Boldini sono stati per la nostra tradizione artistica. Molti dei nostri pittori ottocenteschi si sono guadagnati l’ammirazione dei più grandi impressionisti francesi e questo è solo un chiaro indizio del loro valore. In mostra ci sono opere che ben illustrano e mostrano non solo la passione di questi artisti, ma anche la perizia tecnica che l’arte contemporanea spesso perde per rispondere alla logica imperante della velocità e della serialità».

Obiettivo dell’esposizione è quello di riproporre lo spirito e l'idea di una "camera delle meraviglie" in un'unione di opere pittoriche e grafiche contemporanee. Proprio come dalle grandi collezioni nobiliari e principesche del passato sono nati i nuclei fondanti dei più grandi musei, così anche il collezionismo privato, in parte raccontato da questa mostra, nasce sempre da un desiderio di racchiudere e raccontare bellezze a un più ampio pubblico di estimatori. Gli antichi gabinetti o wunderkammern erano piccole raccolte private di dipinti, stampe, gemme, particolarità naturali come conchiglie “nautilus” e fossili dalle forme curiose; la mostra pescarese è, a suo modo, un tentativo di riproporre un piccola raccolta di bellezze, in una sorta di dialogo ideale tra la tradizione pittorica ottocentesca e le ricerche sperimentali contemporanee.

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