Da prof sospeso a commercialista Panzone prova a voltare pagina

10 Marzo 2016

PESCARA. Nonostante che sia stretto tra due processi, Luigi Panzone, è «sereno, ottimista e sempre molto attivo». L'avvocato Giovanni Cerella descrive così il suo assistito, il docente di tecnica...

PESCARA. Nonostante che sia stretto tra due processi, Luigi Panzone, è «sereno, ottimista e sempre molto attivo». L'avvocato Giovanni Cerella descrive così il suo assistito, il docente di tecnica bancaria e professionale alla facoltà di Scienze manageriali dell'università D'Annunzio arrestato il 5 marzo 2014 con le accuse di corruzione e falso nell'ambito di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Pescara sugli esami truccati e ora sottoposto a giudizio immediato. Per oggi è fissata una nuova udienza davanti al tribunale collegiale di Pescara, presieduto dal giudice Maria Michele Di Fine, mentre due giorni fa, nell'ambito di un altro processo, è stata formulata dall'accusa la richiesta di cinque anni di reclusione per Panzone. In questo caso alla sbarra è finito il cosiddetto “partito dell'acqua” e tra gli imputati c’è anche l'ex parlamentare e ex sindaco di Pianella Giorgio D'Ambrosio, il quale avrebbe beneficiato delle agevolazioni del docente universitario per laurearsi in Economia e Management, in cambio di soldi.

Nel momento in cui Panzone è finito nel mirino della Procura, la D'Annunzio «lo ha sospeso dal suo incarico», prosegue Cerella, «per cui non insegna più, e così sarà fino alla definizione del giudizio. Svolge attività privata, come commercialista, a Pescara, è una persona molto attiva, un professionista preparato», spiega il suo difensore. Le difficoltà economiche vissute da Panzone, accusato di aver chiesto soldi per il superamento degli esami, sarebbero legate «questioni familiari», mette in evidenza Cerella sottolineando che il suo assistito ha comunque vissuto una «crisi finanziaria» e in questo momento è innegabile la «preoccupazione» per l’esito delle vicende giudiziarie.

Panzone è finito nei guai, tra l'altro, perché avrebbe fatto capire a Ferruccio D'Ottavio, gestore di un impianto di carburanti situato a Montesilvano, che lo avrebbe aiutato a laurearsi, come sottolineato nella testimonianza dell'uomo nel corso dell'udienza del 27 gennaio. Il docente avrebbe poi segnalato ad alcuni suoi colleghi due studenti lavoratori, il sindaco di Manfredonia (Foggia) Angelo Riccardi e l'imprenditore foggiano Michele D'Alba. Il primo gli avrebbe promesso 50mila euro e l'altro gli avrebbe consegnato 13 mila euro, sostiene l'accusa. Le richieste di Panzone ai colleghi sarebbero state efficaci, sempre a detta dell'accusa, considerato che alcune prove universitarie sarebbero state superate senza essere neppure sostenute. Nello scandalo degli “esami facili” sono finiti anche Nicola De Marco, docente di inglese alla D'Annunzio, Margherita Tinari, sottoscrittrice di un verbale su un esame di inglese, e Joelle Touitou, compagna di Panzone.

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