Da Santo Stefano a Pizzoferrato 9 borghi contro lo spopolamento

Nascono le coop di comunità. Nella rete ci sono anche centri come Tollo, Anversa e Pescasseroli Il progetto di Confcooperative prevede le riapertura di empori e botteghe e il trasporto scolastico
PESCARA. Nasce in Abruzzo la Rete dei borghi, progetto che mette insieme nove cooperative di comunità per contrastare lo spopolamento dei piccoli centri delle aree interne e rispondere ai bisogni di chi vi resta e di chi vuol tornare. Una sorta di "seconda vita" dei paesi che, flagellati dal terremoto, dalla crisi o dallo spopolamento, possono rinascere grazie ad una rete fatta di persone creative e volenterose.
I BORGHI. Sono 9 i piccoli centri che hanno aderito al progetto di Confcooperative Abruzzo, supportato da Confcooperative nazionale e da Fondosviluppo Confoccoperative. Si va dal più piccolo nucleo di montagna, Santo Stefano di Sessanio con 113 anime, al paesotto di 4.122 abitanti: Tollo, dove la terra stessa ispira a coalizzarsi e a fare squadra, data la fitta rete di cantine sociali e vitigni a perdita d'occhio. Gli altri borghi sono Anversa degli Abruzzi (340 abitanti); Prezza (952); Fontecchio (357); Collelongo (1.196); Pizzoferrato (1.103); Barrea (713) e Pescasseroli (2.212). L'epicentro della partecipazione attiva è Anversa degli Abruzzi dove in contemporanea una folta delegazione delle comunità dei borghi di Anversa, Prezza, Fontecchio e Santo Stefano di Sessanio costituirà una cooperativa di comunità per ciascun singolo borgo. A distanza di qualche ora e di pochi chilometri faranno la stessa cosa i cittadini di Collelongo e Tollo. Sei cooperative di comunità costituite nello stesso giorno a cui si aggiungono quelle già operative di Pescasseroli, Pizzoferrato e Barrea.
IL PROGETTO. Parola d'ordine è cooperazione. Ci sono paesi flagellati dal sisma dell'Aquila e faticosamente ricostruiti, altri in via di spopolamento con case antiche diventate vecchie, terreni fertili che si son fatti incolti, paesaggi mozzafiato trasformati in cartoline sbiadite. Diventa così quasi un bisogno necessario reagire, insieme. Costituire un'impresa, nel progetto Rete dei borghi, non rimanda a bilanci e gestioni societarie, ma significa salvare una comunità. «Le cooperative, sono le sentinelle del territorio», spiega Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, «capaci di intercettare, più di ogni altra impresa, i bisogni delle comunità». «L’ulteriore valore aggiunto», aggiunge Massimiliano Monetti presidente di Confcooperative Abruzzo, «sarà quello del network tra le cooperative, grazie al quale si scambieranno esperienze e turisti per dar vita a una visione unica di sistema».
COSA SI FA. A tenere uniti i 9 borghi abruzzesi sono i laboratori di cittadinanza attiva dove i cittadini di organizzano in impresa cooperativa per rispondere ai propri bisogni.
Si va dalla riapertura dell’emporio del paese, alla spesa a domicilio, dal trasporto scolastico dei bambini a quello degli anziani, dalla valorizzazione dei prodotti agroalimentari del territorio a tutti i servizi legati all’ospitalità e al turismo, senza dimenticare la cura del territorio e del paesaggio e la gestione sostenibile delle risorse forestali.
GLI ESEMPI. Ad Anversa la cooperativa gestirà l'emporio del paese e i servizi turistici, a Prezza si riparte dalla valorizzazione di produzioni locali come vite e carciofo. A Fontecchio, spopolato dopo il sisma nonostante la ricostruzione, l'amministrazione sta lavorando ad un progetto di "casa-bottega" dove si offre una casa e un locale per attività commerciale. A Santo Stefano di Sessanio gli abitanti si sono organizzati per una serie di servizi al settore turistico e nella raccolta dei rifiuti, come ad esempio dell’umido che viene caricato a dorso di mulo tra i vicoli del borgo e riposto nelle compostiere. A Collelongo si vuole lavorare ad un centro multifunzionale dove avvicinare anziani e bimbi. Nel cortile della scuola nascerà invece un orto sociale. A Pizzoferrato la Cooperativa Ajavdè vuole valorizzare la patata e il fagiolo autoctono attraverso un punto vendita e la coltivazione, si occupa inoltre del piano neve e dei servizi di gestione di pulizia, dello sfalcio dell’erba ed ha ambiziosi progetti per la gestione di un complesso turistico per lo sviluppo e la gestione sostenibile delle risorse forestali. La cooperativa di comunità VallisRegis di Barrea è invece impegnata nella gestione di un impianto fotovoltaico ed è in progetto la gestione di un albergo diffuso. Anche a Pescasseroli la Cooperativa Castel Mancino si occupa della gestione di uno chalet turistico e intende valorizzare un'ex stazione ferroviaria per la promozione di prodotti e itinerari paesaggistici.

