Da Vinci, 210 ragazzi in attesa della sede

5 Settembre 2017

Bocchia: «Lezioni possibili frazionando i lavori in piazza Grue». Ma il Comune dice no: «Non è garantita la sicurezza» 

PESCARA. La scuola di piazza Grue non è ancora pronta per accogliere i 210 studenti (e oltre 40 tra docenti e amministrativi) dello scientifico "Leonardo da Vinci" che l'anno scorso sono stati ospiti del classico D'Annunzio. E' l'unico fatto certo, a meno di una settimana dall'avvio del nuovo anno scolastico. La situazione, infatti, è ancora in fase di stallo e la vicenda piuttosto ingarbugliata. Perché i lavori di adeguamento della struttura, necessari per permettere ai liceali dello scientifico di prendere possesso di un edificio scolastico per il quale hanno lottato per mesi, con manifestazioni in strada accanto a genitori e docenti, non inizieranno prima del 18 settembre e non termineranno prima di novembre, come confermato nei giorni scorsi dall'amministrazione comunale, a colpi di comunicati.
Stando così la situazione, dove cominceranno le lezioni gli studenti della succursale? Tra le famiglie, convocate dal preside del da Vinci Giuliano Bocchia, ieri alle 16 nella sede dei Colli, gira la voce di presunti doppi turni scolastici. Ossia a scuola anche di pomeriggio fino a novembre, a conclusione degli interventi in piazza Grue, ammesso che non vi siano altri ritardi nella riconsegna dei lavori.
Ieri mattina, per definire i contorni della vicenda, si sono incontrati in Comune il dirigente scolastico Bocchia e il vice sindaco Antonio Blasioli con delega ai Lavori Pubblici. All'incontro erano presenti anche il dirigente Pierpaolo Pescara e la progettista architetto Barbara Nucci, i consiglieri comunali Tonino Natarelli e Maria Ida D'Antonio.
Il preside dello scientifico si dice «ottimista» e auspica l'ingresso a scuola in piazza dei Grue, per sabato 9 settembre (non l'11, ma con un giorno di anticipo come previsto da una delibera del consiglio di istituto) per i primi 165 alunni, in seguito le restanti classi quinte (45 studenti) che nel frattempo inizierebbero ai Colli. Talmente ottimista che azzarda: «Abbiamo avanzato agli amministratori l'ipotesi che si possa, con le opportune misure di sicurezza, entrare a scuola ugualmente e fare lezione spostando i cantieri di volta in volta da una parte e dall'altra. Frazionando i lavori e garantendo la sicurezza, come accade in altre scuole. Sono molto ottimista perché la volontà politica c'è. Non di accontentarci, ma di non creare disagi ai cittadini. Gli amministratori si stanno dimostrando disponibili e cordiali. Ci adatteremo sui tempi e modalità: sì, sono fiducioso».
Dal Comune, però, arriva una prima bocciatura delle ipotesi avanzate dal dirigente scolastico. Blasioli, infatti, in prima battuta, ribadisce che «i lavori da effettuare sono purtroppo incompatibili con la ripresa delle lezioni». E scendendo ancora di più nei dettagli: «La progettista ha tenuto a precisare che gli interventi riguarderanno anche le scale e i parapetti, oltre che l'eliminazione di varie infiltrazioni e dunque lo svolgimento in presenza degli occupanti non garantisce la sicurezza degli alunni, cosa che per noi è imprescindibile. Come già annunciato, se tutti i passaggi burocratici intermedi che coinvolgono anche l'Anac (organismo esterno al Comune di controllo e tutela degli appalti) procederanno per il meglio, i lavori si potrebbero concludere la seconda settimana di novembre». A questo punto, uno spiraglio potrebbe aprirsi domani, quando i tecnici del Comune effettueranno un sopralluogo nella sede scolastica di piazza Grue.
«Solo dopo l'esito dell'ispezione», precisa Blasioli, «si potranno fare delle ipotesi circa l’eseguibilità dei lavori o di parte di essi in concomitanza con lo svolgimento delle lezioni». Nel corso dell'incontro, prosegue il vice sindaco, «abbiamo preso atto delle esigenze manifestate dal dirigente scolastico e dalle professoresse in merito alla succursale del liceo di Porta Nuova e agli stessi è stata riaffermata la celerità dei tempi con cui il settore guidato dall'architetto Pescara si è attivato dopo la firma del protocollo d'intesa».
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