Dagli spot al Caesar «Mi hanno preso tutto ma non mi arrendo»

L’imprenditore Gentile dopo la vendita all’asta dell’attico: «Ho iniziato dal nulla, non mi farò distruggere dalla banca»
PESCARA. «Non mi arrendo neanche questa volta», dice con grinta Vincenzo Gentile che ha trascorso la mattinata di ieri a rimettere in ordine nella sua discoteca, il Caesar di Silvi, e il pomeriggio nel suo attico in via Regina Margherita pieno di pezzi da collezione. Per altri sei anni, Gentile resterà a vivere in quella casa con il balcone di 300 metri quadrati e l’interno di 400 che però non è più sua, perché è andata all’asta per 900 mila, svenduta rispetto a un valore che, dice Gentile, «sarebbe stato almeno più del doppio». «Ma ormai trascorro le mie giornate in tribunale», racconta l’imprenditore che partito da un collegio, come ricorda, «in cui barattavo le figurine pur di avere un giocattolo», e dopo aver lavorato nei casinò e nei locali di punta francesi ha cavalcato gli anni Ottanta esplodendo in Abruzzo. «Mancava una discoteca e io ho aperto il Caesar», ricorda Gentile, 63 anni, la cui vita è cambiata nel momento in cui sia l’attico che la discoteca sono stati pignorati in seguito alle ingiunzioni esecutive dalla banca Carichieti a fronte della mancata estinzione di un mutuo da 1 milione e 250 mila euro. L’imprenditore aveva acceso il mutuo nel 2005 garantendolo attraverso un’ipoteca sugli immobili e fino al 2008 è riuscito a rispettarlo fin quando, poi, la Carichieti è stata indotta a far scattare le procedure esecutive. Nel 2012, l’imprenditore ha versato alla banca altri 400 mila euro ma nel frattempo gli interessi e le spese sono lievitati con una richiesta di pignoramento da parte della Carichieti dell’ulteriore cifra di 1 milione e 200 mila euro.
Ce l’ha con le banca, Gentile, e con un sistema che, come racconta, «non tutela gli imprenditori» come lui perché «sono in tanti», spiega, «che mi stanno facendo arrivare la loro solidarietà. Sto ricevendo lettere da tutto l’Abruzzo da parte di chi è nelle mie stesse condizioni: ma sono un guerriero e non mi abbatto». Anche la storica discoteca Caesar, nata nel 1983, come spiega il suo avvocato Pietro Maria Di Giovanni finirà all’asta entro settembre permettendo ancora a Gentile di poter restare lì mentre l’imprenditore resterà il titolare di un’altra intuizione, il maxi-negozio dell’usato in corso Umberto a Montesilvano. Ennesimo colpo dell’imprenditore giramondo partito dal nulla prima di legare il suo nome a tanti progetti, tra cui la prima catena di negozi di pellicce Vadim’s celebrata dallo spot “Vadim’s la capitale della pelliccia” oppure dall’altro, come ricorda Gentile, “Cambia la tua vecchia pelliccia con una nuova”. «Sono un autodidatta eppure i miei spot hanno fatto il giro d’Italia per non parlare dei canali tv in cui ho trasmesso anche le serate nelle mia discoteca, la promozione del Pescara con Galeone, le tappe di Miss Italia e tante feste». Un’epoca d’oro in cui Gentile ha lasciato il segno comprando anche l’emittente Tele 9 il cui ricavato delle vendita di 400 mila euro è stato versato alla banca. Una storia luminosa e innovativa frenata anche dai tempi che corrono ma a cui Gentile vuole rispondere senza restare impassibile e rivolgendo un appello ai suoi colleghi imprenditori che si trovano nelle stesse sue condizioni. «Non ho intenzione di mollare neanche questa volta», dice l’imprenditore del divertimento. «Sì, sto vivendo un incubo e mi stanno rovinando ingiustamente ma non voglio arrendermi e ringrazio la solidarietà ricevuta da tanti imprenditori». Intanto, il 18 giugno proseguirà la partita tra Gentile e la Carichieti. Dopo la denuncia dell’imprenditore nei confronti della banca il pm Cristina Tedeschini ha deciso di chiedere l’archiviazione: atto a cui l’avvocato di Gentile si è opposto. In aula si tornerà il 18 giugno.
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