Dai fasti all’oblìo Rinascerà lo storico hotel Astoria

Sarà ricostruito l’albergo di via Roma fondato da Emidio Clerico L’annuncio del nipote Francesco, 29 anni dopo la chiusura
PESCARA. Rinascerà e rivivrà i fasti di un tempo , il mitico hotel Astoria di via Roma, fondato da Emidio Clerico.
L’annuncio è del nipote Francesco Clerico, 47 anni, commercialista pescarese figlio di Domenico, che insieme agli altri componenti della famiglia, Luigi e Alessandro Paolo, regge le redini di un pezzo della storia alberghiera della città. L’hotel Astoria che 29 anni fa, nel 1989, ha chiuso i battenti dopo 34 anni gloriosi, oggi è un fabbricato di otto piani dalle facciate pericolanti e per questo in fase di ristrutturazione. All’interno poco o nulla rimane delle eleganti suppellettili. Insieme a un altro storico locale, il dirimpettaio Leon d’oro (il ristorante dei vip dell’epoca, celebre per i suoi bolliti di carne che preparavano don Peppino e la consorte), l’Astoria fa parte del dna di una città che crea, distrugge e ricrea in continuazione, tra locali che aprono, chiudono e riaprono rapidamente.
Le impalcature che ci sono adesso sull’edificio di via Roma sono necessarie per proteggere i muri scrostati e cadenti che avrebbero potuto mettere a rischio la sicurezza dei passanti. Ma il cantiere aperto da qualche tempo sulle facciate di via Roma e via Milano, indicano che l’oblio dell’Astoria sta per finire. «Forse ci vorrà qualche anno, ma poi l’albergo fondato da mio zio tornerà agli antichi splendori. Lo riapriremo sulle orme tracciate da Emidio Clerico, che è stato un personaggio sempre al centro dell’attenzione» anche per il suo carattere eclettico e la vivacità imprenditoriale. Emidio, scomparso nel 2014, voleva fortemente far rinascere la “creatura” che aveva fondato nel 1955 con settanta stanze e un centinaio di letti, dove sono passate star del cinema come Walter Chiari e Renzo Montagnani fino al film girato dall’attrice Alessandra Martines tra le poltroncine di pelle scura e l’antica hall nei ricordi di tanti pescaresi, ma soprattutto di turisti e uomini d’affari.
È un particolare riemerso dai ricordi di Marco Anchini, il commerciante che da decenni occupa gli spazi, ricostruiti, del vecchio Leon D’Oro: «Emidio mi diceva sempre, lo voglio rifare l’Astoria, ma trovava sempre qualche intoppo burocratico. Lo ha detto per una decina d’anni, non è mai riuscito a realizzare il suo sogno». Anchini, ancora bambino ai tempi d’oro degli storici locali di via Roma ricorda «con nostalgia» altri tempi e altri locali scomparsi: «Guerino, la movida serale sotto i portici, i vip che si fermavano a Berardo con i motociclettoni. Indimenticabile. All’Astoria soggiornavano i rappresentanti che si fermavano a Pescara anche per settimane. Altro storico hotel dell’epoca era l’Esplanade, che c’è ancora oggi. Ma erano pochissimi gli alberghi a contendersi il territorio».

