Dal ministero il primo sì al piano per salvare il mare

Padovano dal vice ministro Nencini per parlare delle barriere antinquinamento Oggi la telefonata del responsabile delle Opere marittime per il via al progetto
PESCARA. Primo passo in avanti per la realizzazione del piano, messo a punto dai balneatori, per salvare il mare dall’inquinamento del fiume. Ieri Riccardo Padovano, nel suo duplice ruolo di consigliere comunale delegato ai problemi del mare e del porto e di presidente della Sib Confcommercio, approfittando dell’udienza fissata dal Papa a Roma con la categoria nazionale dei balneatori, si è recato al dicastero delle Infrastrutture per parlare con il vice ministro Riccardo Nencini.
«Nencini», ha raccontato Padovano al termine dell’incontro, «dopo aver espresso apprezzamenti alla proposta della barriera mobile galleggiante e dello sfoltimento di alcune scogliere, mi ha messo in contatto telefonico con il responsabile del dipartimento delle Opere marittime di Abruzzo, Marche e Molise Enrico Bentivoglio, il quale si è detto pronto a venire la prossima settimana a Pescara per affrontare la questione». «Domani pomeriggio (oggi, ndr)», ha aggiunto il consigliere delegato al mare, «io e l’assessore al demanio Enzo Del Vecchio, avremo un nuovo contatto telefonico con Bentivoglio, il quale ci potrà dare delle indicazioni per la stesura del progetto».
Padovano è convinto che i lavori potrebbero partire in tempi brevi, «perché», ha spiegato il consigliere, «l’opera non è soggetta alla Valutazione di impatto ambientale essendo semplicemente un intervento di manutenzione». «Abbiamo garantito a Bentivoglio, durante questa prima telefonata», ha rivelato, «che la barriera mobile non intralcerà la navigazione, essendo distante dalle attività portuali».
Il progetto, che dovrebbe essere elaborato dai tecnici comunali, prevederà un duplice intervento. Innanzitutto, lo sfoltimento, fino a raggiungere il livello dell’acqua, delle prime tre file di scogliere della riviera nord, a partire dallo scalo portuale. Poi, la realizzazione di un sistema di barriere mobili galleggianti, a carattere temporaneo posizionate all’altezza di via Buozzi, che, sfruttando la leggerezza delle acque dolci rispetto a quelle salate, sia in grado di convogliare il fiume al largo della diga foranea, con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento lungo la costa nord. «L’ipotesi di realizzare una scogliera fissa perpendicolare alla costa è ormai tramontata», ha confermato Padovano, «ora puntiamo sulla barriera galleggiante». Ma è una corsa contro il tempo, perché la stagione balneare è ormai alle porte e qualsiasi intervento rischia di essere rinviato a settembre. Come quello per l’apertura della diga foranea, i cui lavori attesi per l’inizio dell’anno sono slittati a dopo l’estate. L’ipotesi di un sistema di barriere mobili era stata già avanzata lo scorso anno, ma l’idea era stata poi accantonata a causa dei tempi troppo ristretti. Allora la realizzazione dell’opera sarebbe costata circa 400mila euro. Ora, un calcolo preciso non è stato ancora fatto, ma da quello che si sa i soldi dovrebbe metterli la Regione. La barriera mobile dovrà essere realizzata con materiali compatibili e sarà simile a quelle utilizzate in mare per arginare gli sversamenti di idrocarburi.
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