Dal Pescara a Wembley la scalata del campione

13 Luglio 2021

I primi calci con l’Arabona, poi l’arrivo in biancazzurro e l’esplosione con Zeman Repetto: «Ha la stessa eleganza di Rivera». Delli Carri: «Nel 2012 lo volevano tutti»

PESCARA. Dai primi calci in piazza, a Manoppello, all’arco di Wembley, passando per le magie dell’Adriatico che hanno fatto vibrare un popolo intero. La scalata di Marco Verratti all’Olimpo del pallone di cuoio è stata rapida e vertiginosa. I primi calci con il Manoppello Arabona e le stimmate del predestinato, già ben visibili, fino all’estate del 2006, quando si compie il matrimonio con il Pescara e Marco cambia la sua vita. «La prima volta che lo vidi era il 2002», confessa Giorgio Repetto, «all’epoca lavoravo per il Chievo e mi ero accorto di quanto fosse forte. Accompagnai Marco in quelle prime fasi della sua carriera, prima di arrivare a Pescara. Le sue doti erano fuori dal normale: la prima volta che lo vidi, la sua eleganza mi ricordò quella di Gianni Rivera. Fece due provini con l’Inter, ma non se ne fece nulla perché i nerazzurri avevano paura che restasse fisicamente gracile. Nell’estate del 2006 cominciò ad allenarsi con la Renato Curi Angolana, ma poi riuscimmo ad inserirlo nel Pescara, grazie anche allo straordinario lavoro dell’allora presidente del Manoppello Gilberto Marasca, che lo scoprì». Marco arriva nel Pescara al primo anno di Giovanissimi, ma comincia subito a giocare con i più grandi: «Ricordo aneddoti meravigliosi di Marco» dice il responsabile del settore giovanile del Pescara Antonio Di Battista, che ha cresciuto Verratti quasi come un figlio, «ci ha regalato tante soddisfazioni». L’esordio in prima squadra col Pescara arriva nell’agosto del 2008, in una gara di Coppa Italia Lega Pro contro il Mezzocorona. Da lì in poi l’ascesa è vertiginosa: con Eusebio Di Francesco in panchina vince il campionato di serie C, ma si impone definitivamente con l’arrivo di Zdenek Zeman, in B, che ne fa il cervello del suo 4-3-3 tutto champagne e fantasia. Quell’annata consacra anche il talento di Insigne e Immobile, creando un legame indelebile che ha trascinato l’Italia sul tetto d’Europa. L’estate del 2012 è quella più rovente per il Pescara e per Marco. «Cominciarono a chiedermelo le grandi squadre da marzo», racconta Daniele Delli Carri, che all’epoca si occupava del calciomercato del Pescara, «arrivammo ai dettagli col Napoli, ma ce lo chiesero anche l’Inter e soprattutto la Juventus. Chiudemmo col Psg perché ci fece un’offerta molto importante, 12,5 milioni di euro». A Parigi, Verratti si sta imponendo tra i migliori calciatori del nuovo millennio. Con la Nazionale, invece, il suo percorso comincia il 15 agosto del 2012, proprio contro l’Inghilterra (in amichevole), ma la sfortuna lo perseguita sia agli Europei del 2016 (costretto a saltarli per infortunio) che ai Mondiali del 2014, in Brasile, dove l’Italia esce ai gironi. Domenica è arrivato un tassello fondamentale per la sua carriera da fuoriclasse. Un mattoncino che ha fatto urlare un popolo intero, e che gli ha spianato la strada verso la gloria eterna. (d.b.)