Dal Trentino i poliziotti esperti nei salvataggi

28 Gennaio 2021

Chiamati dal questore dell’Aquila. Il capo dell’unità cinofila: «Scenario complesso, dobbiamo essere veloci»

MASSA D’ALBE. «Ci è arrivata una chiamata alle sei del pomeriggio e come per Rigopiano in due ore siamo riusciti a organizzare una squadra e partire alla volta dell’Abruzzo». Inizia così il racconto di Paolo Borgonovo, a capo dell’unità cinofila della polizia di Stato del Centro di addestramento alpino di Moena (Trento), specializzata da oltre trent’anni nella ricerca e nel soccorso di persone in caso di terremoti e valanghe.
Fortemente voluti dal questore dell’Aquila, Gennaro Capoluongo, i poliziotti della montagna sono arrivati a Forme ieri all’alba per entrare subito in azione.
«Siamo partiti con cinque soccorritori e un’unità cinofila», prosegue Borgonovo, «purtroppo i dispersi non hanno l’Arva e l’unico modo per procedere nelle ricerche è con le sonde e i cani. Dobbiamo essere veloci, perché sono passati già diversi giorni e in più dopo la slavina ci sono state altre nevicate che hanno modificato lo scenario di intervento cancellando importanti tracce. In questi casi lo studio della valanga è di fondamentale importanza per capire in quali punti sondare. Ne ho viste di valanghe», sottolinea il poliziotto, «ma questa è una delle più grandi. Con le sonde abbiamo praticato fori nella neve ogni 60 centimetri, una distanza che ci consente una discreta velocità, insieme a un’alta probabilità di ritrovare un disperso. Operazione che abbiamo eseguito allineati spalla a spalla prima di segnare l’area ispezionata e spostarci in un altro punto. C’erano diversi cani sulla valanga e nei punti individuati abbiamo proceduto con le sonde per poi scavare a mano. La zona battuta è grande», continua Borgonovo, «ma purtroppo lo scenario di ricerca è complesso ed è difficile fare previsioni, ma noi non ci arrendiamo perché sappiamo quanto sia importante, per i familiari, ritrovare i dispersi».
Questa mattina i poliziotti, autori di tanti salvataggi, torneranno in quota insieme agli altri soccorritori. (f.d.m.)
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