Dall’Abruzzo in Perù a caccia di terremoti

Un gruppo di ingegneri e studenti della D’Annunzio vive da 2 anni nell’antica capitale Inca dove le scosse arrivano a 7.1
PESCARA. Una scossa di magnitudo 7.1 scuote Cusco in Perù: è il primo marzo del 2019. Cinque anni prima, un terremoto meno forte (4.9) fa 8 morti e decine di feriti nello stesso posto che, nel 1950, viene raso al suolo. Ed è lì, nell’antica capitale dell’impero Inca, che un gruppo di ingegneri e studenti dell’Università D’Annunzio lavora sulla prevenzione del rischio sismico. Da oltre due anni, i ricercatori dell’Ateneo di Chieti Pescara sono impegnati nello studio degli edifici e delle chiese del centro storico di Cusco, decretati dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 1983. È una città ricchissima di immobili civili e religiosi di grande interesse architettonico-strutturale, in pietra o terra cruda, il risultato dell’evoluzione storica dall’originale nucleo Inca che, nonostante le trasformazioni del periodo coloniale e l’avanzare del cemento armato, mantiene ancora caratteristiche tipiche.
L’Università D’Annunzio ha firmato un accordo quinquennale con la Municipalidad e l’Università Andina di Cusco e con la Pontificia Universidad Cattolica di Lima, per svolgere uno studio multidisciplinare sul rischio sismico e la resilienza. Responsabili del progetto per sono i professori Enrico Spacone e Giuseppe Brando del Dipartimento di Ingegneria e Geologia. Allo stato attuale, è stato ultimato il rilievo del centro storico e sono in via di elaborazione analisi di rischio basate su metodi sviluppati dai ricercatori della D’Annunzio negli eventi sismici che hanno colpito L’Aquila nel 2009, e il centro Italia nel 2016 e 2017. Metodi risultati adattati alle tipologie costruttive di Cusco.
Del gruppo fanno parte anche studenti grazie a un progetto di mobilità internazionale. Due dottorandi in Ingegneria Civile, Alberto Basaglia e Giulia Cocco, sono impegnati nello studio della resilienza, mentre gli studenti Letizia Aramini, Michela Di Marco, Erika Di Pietro, Stefano Fusella ed Antonio Tancredi, con i colleghi dell’ Universidad Andina, stanno completando il rilievo di tutti gli edifici e delle chiese del centro storico. Il gruppo è coordinato dall’architetto Claudio Mazzanti, esperto di storia e architettura di strutture di interesse artistico e culturale.
Il progetto abruzzese ha attirato l’interesse della Protezione Civile e del Ministero della Cultura peruviani. E lo studio, che potrebbe avere forti ricadute sulla pianificazione degli interventi di rinforzo sugli edifici di Cusco, rappresenta un esempio di collaborazione fra istituzioni di diversi Paesi «ed offre un banco di prova unico per la formazione di ingegneri sensibili alla sicurezza dei centri storici», si legge nella mail arrivata in redazione dal Perù. Il rischio sismico e la prevenzione presentano in ogni parte del mondo problematiche simili, pur mantenendo peculiarità locali. «Ed è convinzione del gruppo di studio dell’Università D’Annunzio che iniziative come queste dovrebbero essere riprodotte anche per i centri storici abruzzesi, stimolando un confronto fra diverse istituzioni finalizzato da un lato alla prevenzione del rischio sismico, proponendo strategie a medio-lungo termine per la salvaguardia del patrimonio architettonico-culturale, e dall’altro al rilancio socio-economico degli stessi». È questo il messaggio che arriva in Abruzzo dalla terra degli Inca.

