Dall’archeo-mistero a sosia di Renato Zero La vita di Fabio Ponzo

L’artista pescarese parteciperà a un casting per La Corrida Tutto è cominciato a Cerratina, in una serata karaoke
PESCARA. Fino a due anni fa il suo mestiere era andare a caccia di siti archeologici del mistero. Oggi di professione fa il sosia di Renato Zero. E il prossimo 5 dicembre parteciperà ad un provino per la Corrida su Rai Uno, casting in corso per la nuova edizione 2018 che sarà condotta da Carlo Conti. Se non si chiamasse Fabio Ponzo, in arte Faby Zero, 35 anni, residente a Villanova di Cepagatti sin dal compimento del diciottesimo anno proveniente da Tor Vergata, sembrerebbe davvero il più famoso Fiacchini. Che Ponzo, di origini romane come il suo idolo, imita alla perfezione nelle movenze, nel timbro vocale, nell’abbigliamento colorato e stravagante degli inizi carriera, nel fisico asciutto. Ponzo è cresciuto a pane e Renato Zero: «In casa i nonni e i miei genitori ascoltavano continuamente le sue canzoni», racconta lo showman che ogni settimana si esibisce in una serie di spettacoli al Warner village di Montesilvano e in giro per i locali della Val Pescara ( https://www.facebook.com/82fabioponzo), «ma la passione per l’arte zerofolle è esplosa intorno ai venti anni. Un giorno in un bar di Chieti ho ascoltato "Cercami" ed è stato un colpo di fulmine. Così ho cominciato a studiare i suoi pezzi e in ognuno di essi ritrovano un tassello della mia vita. Quando rimanevo solo a casa imitavo le sue movenze e cantavo in play back. È stata una palestra solitaria per anni, col tempo ho scoperto anche di avere la giusta voce per imitarlo». L’occasione arriva due anni fa. Fabio Ponzo e un amico si ritrovano a partecipare a una serata di karaoke in quel di Cerratina, frazione di Pianella. «Mi spinsero quasi sul palco i miei amici. Dai, canta Renato Zero, mi esortavano. Cantai e scoprii di avere un timbro vocale molto simile a Zero. Chi mi ascolta dice persino uguale». Da quel momento per il sorcino di Villanova è stato uno spettacolo dopo l’altro nei locali, nei bar, nei ristoranti, alle cerimonie, alle feste. Fino a diventare una professione. «Una concatenazione di eventi», continua Faby Zero, che nella vita coltiva la passione per l’archeo mistero, «mi ha portato a fare uno dei primi salti in tv nel talent “Provaci!” condotto da Maria Rita Piersanti che ringrazio per l’opportunità che mi ha fatto conoscere a un pubblico più vasto. Poi un evento di beneficenza a Roseto insieme a Pamela Prati e le corride a Montesilvano fino al provino su Rai Uno il prossimo 5 dicembre"» Una costruzione quotidiana del personaggio, dal trucco meticoloso che dura una ventina di minuti, agli abiti sartoriali dai tessuti ricercati. E se Faby Zero incontrasse Renato Zero per le strade della capitale? «Gli offrirei un caffè», risponde il sorcino che coltiva una serie di hobby, dal cinema alla fotografia, dall’arte alla scoperta di location naturali, «e gli parlerei di come sono arrivato a lui, della mia storia. Per ora conservo un suo autografo e il patrimonio musicale che mi consente di fare il mestiere di sosia». Il sogno della vita? «L’ho già realizzato, mi sbalordisce ciò che sono riuscito a diventare. Non ho grandi ambizioni, la fama non mi interessa. La mia soddisfazione è vivere l’entusiasmo e le lacrime di commozione del pubblico durante le mie esibizioni».
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