Dalla bici alle pizze i Terrenzio ripartono da Chilometro zero

6 Giugno 2015

Due fratelli animati dalla grande passione per le due ruote raccontano come si sono reinventati un mestiere di successo

PESCARA. Le pizze al taglio sono tra le più varie, «di tutti i tipi, così come ce le chiedono i clienti», racconta uno dei titolari, Fabio Terrenzio, 29 anni. E chissà che, tra le qualità della pizzeria, non ci sia anche la «velocità» del servizio, in quello che è uno dei locali più amati della zona, stando ai tagliandi di preferenze che sono pervenuti in redazione per il concorso bandito dal Centro.

Già, la «velocità», poiché Fabio Terrenzio, fino a cinque anni fa, prima di aprire sulla via Vestina, a Montesilvano, il bar-pizzeria «Km Zero» (che gestisce con il fratello Ivan, di 34 anni, il padre Luciano, 58 anni, e la mamma Filomena D’Incecco, oltre a Jennifer, Alessandra Centorame e a Valentina Petrucci), era nella categoria professionisti del ciclismo. Una carriera promettente, con la società abruzzese Acqua e sapone e poi con la lariana Carmio Oro, e un palmares che registra una vittoria in una tappa nel giro di Slovenia, e poi un’altra in una gara a tappe in Spagna.

Terrenzio, a un certo punto lei che fa, sceglie di infornare le pizze, al posto di inforcare il manubrio di una bicicletta?

«Sì, mi sono chiesto: che vuoi fare nella vita? Vuoi trovarti o no un lavoro serio? E così ho deciso di avviare una pizzeria. Se avevo avuto una precedente esperienza nel settore? No. Ma io e mio fratello, lo sottolineiamo, abbiamo cominciato a frequentare i corsi di Luciano Passeri, che è un campione mondiale della pizza».

Ora le pizze che sfornate sono tra le preferite della zona. Qual è il segreto?

«Io penso che sia il fatto che l’impasto lo facciamo lievitare per quarantotto ore: poche pizzerie credo che lo facciano. Dunque, il segreto delle buona pizza è la lievitazione, oltre ai prodotti che si utilizzano. Noi per esempio non usiamo lo strutto».

E quali sono le pizze maggiormente richieste?

«Mah, diciamo un po’ tutte. La classica Margherita è sempre tra le più gettonate, ma da noi molto richiesta è la pizza ai würstel e quella con i peperoni». La passione per la bici comunque è rimasta. «Abbiamo fondato una squadra, la Bar Km Zero, con sessanta tesserati. E il 14 giugno prossimo, tra l’altro, per l’ottava edizione, andremo a San Giovanni Rotondo: 400 chilometri in tutto, tra andata e ritorno. Verrà anche mio padre».

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