Dalla Cirinnà alle sentenze Ma la strada è ancora lunga

PESCARA . In principio fu la legge Cirinnà a stabilire il riconoscimento giuridico della coppia di persone dello stesso sesso attraverso l’unione civile, l'istituto giuridico simile al matrimonio,...
PESCARA . In principio fu la legge Cirinnà a stabilire il riconoscimento giuridico della coppia di persone dello stesso sesso attraverso l’unione civile, l'istituto giuridico simile al matrimonio, che stabilisce diritti e doveri reciproci. La legge è in vigore dal 5 giugno del 2016, e prende il nome di Monica Cirinnà, senatrice del Pd e prima firmataria della proposta.
Una legge specifica che tuteli in senso “anagrafico” i bambini nati nelle coppie formate da due mamme, o da due papà, a tutt’oggi, non esiste ancora, nonostante nella Cirinnà si parli esplicitamente di “famiglie omo-genitoriali”.
Se da un lato, al momento, non esiste una legge che preveda il diritto di questi bimbi, a essere riconosciuti da entrambi i genitori, dall’altra parte, non c’è alcuna norma che lo proibisce.
A colmare questa inerzia legislativa che si è generata, una serie di ordinanze e sentenze da parte di diversi tribunali e corti d’appello italiani, e la decisione di molti sindaci di iscrivere all’anagrafe i bambini, già riconosciuti dalla mamma o dal papà biologico, come figli di entrambi i componenti della coppia.L’ultimo caso in ordine di tempo, prima di quello di Francavilla, è il caso del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che lo scorso 7 giugno ha “riconosciuto” i figli di quattro famiglie arcobaleno, tutte composte da due mamme, annotando nove bambini, e le loro mamme, nei registri civili del Comune. Con un giorno di anticipo rispetto al suo collega milanese, anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha annunciato che il Comune riconoscerà i figli nati all’interno di coppie omosessuali.
Il 4 giugno, invece, è stata la volta del Comune di Sesto Fiorentino, dove il sindaco, Lorenzo Falchi, ha iscritto due gemellini, nati sempre in una coppia omo-genitoriale, nei registri anagrafici. Anche Palermo, dopo Torino, Bologna, Gabicce Mare, Catania, Fiumicino, aperto i registri anagrafici ai bambini nati da coppie dello stesso sesso. Non si può dire altrettanto del Comune di Genova, dove, secondo quanto hanno riferito le associazioni delle famiglie arcobaleno, la registrazione dei bambini non è stata ammessa.

