Dalla ricreazione alla mensa: niente sarà più come prima

Le novità in arrivo per garantire sicurezza a scuola: meno minestre e più lasagne a tavola E lo sport è meglio all’aperto per limitare al massimo il rischio di contagi tra gli alunni
PESCARA. Nelle scuole cambierà il servizio mensa e ci saranno novità nell’ora di educazione fisica. Tutto ciò per il rispetto delle misure di contenimento della pandemia.
Molte aziende che svolgono la consegna dei pasti negli istituti si stanno riorganizzando, soprattutto per garantire un adeguato servizio nelle sedi dov’è previsto il tempo pieno, in particolare nelle scuole primarie e dell’infanzia.
LE POSSIBILI NOVITÀ. Stando alla previsione degli esperti, si può prevedere la distribuzione di più lasagne e meno minestre, acqua in bottiglietta anziché in caraffa, piatti con tre scomparti per servire insieme primo, secondo e contorno. E forse un ritocco sui prezzi che potrebbe colpire anche le famiglie. I ragazzi che andranno a mensa, poi, potrebbero essere suddivisi in due-tre turni per evitare sovraffollamenti.
LO SCODELLAMENTO. La distribuzione dei pasti potrà avvenire anche con il classico scodellamento, da carrelli termici ad opera del personale della mensa nel rispetto dei protocolli di sicurezza: quindi, in alcune scuole la distribuzione del pasto avverrà direttamente al banco degli alunni, se non potrà avvenire in mensa per questioni di spazio. L’addetto darà al bambino il piatto del primo e, dopo averlo ritirato, le altre portate.
Cambieranno anche i contenitori del cibo, sempre in base alle richieste dei Comuni, che stringono i contratti con le società: in alcuni casi le amministrazioni si sono fatte carico dei costi aggiuntivi, chiedendo ad esempio posate e piatti monouso compostabili; in altri casi l'ecologia ha ceduto il passo alla praticità. Pure servire l’acqua è diventato un tema: le classiche caraffe potranno essere usate solo a mensa e coperte da coperchio, e dovranno essere gli operatori a versare l’acqua ai bambini in caso di bisogno.
In alcuni casi si ricorrerà alle bottigliette di plastica singole, in altri ai distributori «touch free» dove i ragazzini potranno rifornirsi riempiendo le proprie borracce e senza toccare alcun pulsante.
SPORT ALL’APERTO. Negli istituti dovrà essere privilegiato lo sport all’aperto, quando è possibile. Se l’educazione fisica si svolge al chiuso (palestra) «dovranno essere garantiti adeguata areazione e un distanziamento interpersonale di almeno due metri». Sconsigliati i giochi di squadra e di gruppo «mentre sono da privilegiare quelli individuali» che permettano ai ragazzi di mantenersi lontani. Sono scritte nel verbale del comitato tecnico scientifico (Cts) del 28 maggio le regole per lo svolgimento delle attività motorie a scuola. E quelle valgono per la ripartenza, se i dati dell’epidemia non cambiano.
LA MASCHERINA. Le lezioni di ginnastica prevedono spesso un’attività fisica intensa e rappresentano una delle eccezioni rispetto all’uso della mascherina che non andrà dunque indossata, come anche durante i pasti, per favorire una corretta respirazione. Questo secondo l’Istituto superiore di sanità.
DUE METRI. Per contenere il rischio di «aumentata aerosolizzazione dovuta alla respirazione più profonda legata allo sforzo deve essere sempre rispettata la distanza di due metri». E i professori? Per loro va bene la mascherina chirurgica. Il sudore non è veicolo di infezione, ma resta il problema delle goccioline emesse respirando o con tosse e starnuti. Quindi bisognerà prestare attenzione ancora maggiore all’igiene personale e delle mani evitando di portarle a naso e bocca.
GLI ZAINI. Valgono le regole generali indicate per la riapertura delle palestre a giugno. Se ci sono attrezzature «andrebbero sanificate». È importante calzare scarpe dedicate allo sport e, se si effettua il cambio, è consigliabile riporre gli indumenti in una borsa/zaino personale evitando di lasciarli in ambienti condivisi.
GLI ATTREZZI. Il veto tassativo riguarda gli sport da contatto, come calcio, calcetto, volley, basket. In alternativa, gli insegnanti possono lavorare sulla tecnica, ad esempio per il basket palleggi e tiri. In questo periodo di insicurezza le lezioni possono essere riprogrammate e risultare ugualmente efficaci. Puntare sulla ginnastica individuale a corpo libero, recuperare gli attrezzi storici (spalliere, palchi di salita, quadro svedese, scala orizzontale). E soprattutto, finché il tempo tiene, stare all’aperto. (c.s.)

