Dalla trattativa all’epilogo: 8 ore di follia

Alle 12 la donna precipita dal terzo piano a Chieti, alle 13 il compagno lancia la figlia dal viadotto dell’A14. In serata si getta
CHIETI. L’incubo dura otto ore. A mezzogiorno Marina Angrilli, 51 anni di Pescara, precipita dalla finestra del terzo piano della palazzina che si trova in piazza Roccaraso 18, a Chieti Scalo nella zona delle 5 palazzine. I soccorsi arrivano subito ma il marito, Fausto Filippone, teatino di 49 anni, al posto di seguire la moglie in ospedale, portando i documenti della donna così come gli avevano chiesto i medici del 118, prende la figlia Ludovica di 10 anni e imbocca con la sua auto l’autostrada A14. Sul viadotto Alento, nel territorio comunale di Francavilla al Mare, ferma l’auto prima di entrare nella galleria e prende Ludovica per mano, percorrendo a piedi la strada a ritroso per circa 700 metri da dove era stata parcheggiata la macchina. Gli automobilisti in transito notano due persone a piedi in autostrada e avvertono la polizia. Il Coa (Centro operativo autostradale) manda una pattuglia e arrivati sul posto i due poliziotti si trovano davanti a una scena spaventosa: padre e figlia sono al di là della recinzione del guardrail dell’autostrada. Mancano dieci minuti alle 13, lui vede gli agenti e inizia ad andare in escandescenze, mentre la bimba è stranamente calma al suo fianco. Non piange e non dice nulla, finché il padre, davanti agli occhi dei due poliziotti, lancia la bimba nel vuoto. Sta per lanciarsi anche lui ma ci ripensa all’ultimo. Partono ore di trattative con i mediatori delle forze dell’ordine, con gli occhi di tutta Italia fissati sul chilometro 390 dell’A14. Urla, ordina di non avvicinarsi al corpo della figlia sotto di lui, dice frasi sconnesse. Fino a quando, intorno alle 20, l’uomo si lancia di sotto.
Alle 14 l’ospedale di Chieti aveva registrato la morte della moglie, arrivata agonizzante. (a.i.)
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