Damiani (Arta): sui dati mutevoli dell’inquinamento nessun mistero

26 Maggio 2016

Dubbi e commenti critici di cittadini che non si spiegano come sia possibile che tratti di litorale fino a pochi giorni fa interdetti alla balneazione tornino improvvisamente puliti e balneabili sono...

Dubbi e commenti critici di cittadini che non si spiegano come sia possibile che tratti di litorale fino a pochi giorni fa interdetti alla balneazione tornino improvvisamente puliti e balneabili sono ovviemente arrivati all'Arta, che «tiene a spiegare il presunto mistero che finisce per creare confusione e sospetti», scrive in una nota Giovanni Damiani (foto), direttore tecnico dell'Agenzia regionale tutela ambiente.

«Il fenomeno è riconducibile all'estrema variabilità di ciò che avviene nell'ambiente», osserva. «Nel caso specifico sono sei i principali fattori in gioco: il fiume, avendo acque "leggere", scivola sopra le acque marine più dense spandendosi attorno all'area di foce; a seconda della velocità di corrente si produce una diversa distribuzione delle acque fluviali in mare; il rimescolamento tra le acque fluviali e quelle marine è lento con il mare calmo mentre è favorito dal moto ondoso; la diffusione delle acque fluviali sopra le superfici marino-costiere dipende dalla direzione e intensità del vento; la diffusione delle acque fluviali sopra le superfici marino-costiere dipende dalla direzione e intensità delle correnti marine; in caso di pioggia c’è un incremento di inquinamento dovuto agli scaricatori di piena collocati lungo i sistemi fognari e presso i depuratori (questi ultimi verrebbero disattivati se ricevessero portate accessive e gli scaricatori sono dunque necessari nelle fognature miste per preservarli)». Per questa estrema variabilità, il monitoraggio, vale a dire analisi ripetute nel tempo, viene eseguito in punti prefissati. Se la situazione fosse semplice e immutevole basterebbe una sola analisi per tutto l'anno. Ma le condizioni mutano e i prelievi e le analisi si fanno continuamente.