Danni all’ambiente: sotto sequestro azienda di concimi

30 Giugno 2018

Città Sant’Angelo, due denunce della Guardia costiera per le mancate autorizzazioni degli scarichi delle acque

CITTÀ SANT’ANGELO. Non solo le spiagge e il mare vengono controllati e pattugliati dalla Guardia costiera nella stagione estiva che è appena cominciata, ma continuano anche le attività di contrasto all’inquinamento dei fiumi.
Qualche giorno fa, al termine delle indagini condotte dal nucleo di polizia marittima della Guardia costiera di Pescara sui fiumi Saline e Fino, i militari hanno eseguito, su disposizione della Procura della Repubblica di Pescara, il sequestro preventivo di un’azienda, situata nel territorio del comune di Città Sant’Angelo, destinata alla produzione di fertilizzanti e concimi per l’agricoltura biologica.
Il sequestro è scattato dopo che le indagini hanno fatto emergere una serie di irregolarità di tipo ambientale, per le quali due persone sono state deferite all’autorità giudiziaria. In particolare, i militari hanno accertato la totale assenza di provvedimenti autorizzativi relativi agli scarichi delle acque reflue sia domestiche sia industriali derivanti dai processi produttivi dell’azienda, nonché relativi alle emissioni in atmosfera.
Circostanza aggravata dal fatto che il ciclo produttivo svolto all’interno dell’opificio rientra nell’elenco delle attività soggette ad autorizzazione integrata ambientale (prevista dal decreto legislativo 152/2006), che però mai sarebbe stata richiesta dai legali responsabili.
Nel corso delle attività finora condotte, la polizia giudiziaria si è avvalsa del supporto tecnico del personale dell’Arta di Pescara.
«Queste indagini ci permettono di verificare e di sanzionare gli illeciti che vengono commessi a danno dell’ambiente marino», riferiscono dalla Direzione marittima dell’Abruzzo, del Molise e delle Isole Tremiti, «ed essendo la tutela del mare uno dei nostri compiti istituzionali non ci possiamo mai permettere di abbassare la guardia, affinché i turisti che scelgono le nostre regioni per le loro vacanze possano trovare una costa sempre più pulita e controllata».
Ulteriori accertamenti sono tuttora in corso sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria pescarese. (e.r.)
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