De Carolis lascia Pescara: «Porto, la via è quella giusta»

PESCARA. Nel momento in cui si annuncia un'altra tranche di lavori al porto di Pescara, cambia il vertice della Direzione Marittima la cui competenza va ben oltre il capoluogo adriatico e comprende...
PESCARA. Nel momento in cui si annuncia un'altra tranche di lavori al porto di Pescara, cambia il vertice della Direzione Marittima la cui competenza va ben oltre il capoluogo adriatico e comprende tutta la regione, il Molise e anche le Tremiti. Ieri, negli spazi della direzione marittima, c'è stata la cerimonia di passaggio: dopo quasi due anni e mezzo di comando, il capitano di vascello Donato De Carolis ha lasciato il suo posto al capitano di vascello Salvatore Minervino, che conosce bene questa realtà essendo già stato comandante in seconda della Direzione Marittima di Pescara. Il passaggio è avvenuto senza le autorità civili e militari, per via delle restrizioni imposte dal coronavirus, ma alla presenza del comandante generale del corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera, l'ammiraglio ispettore capo Giovanni Pettorino, e del comandante del Comando Marittimo Sud, l'ammiraglio di divisione Salvatore Vitiello, a sancire la solennità del momento.
De Carolis, che assumerà l'incarico di capo reparto Pesca al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali di Roma, non ha potuto nascondere, rifacendosi a Ungaretti, che quello di Pescara è «un porto sepolto, del quale non si possono raccontare i numeri» relativi ai movimenti di merci e persone, ma si spera che «i gravi problemi di cui soffre siano in dirittura di arrivo visto che è stata creata una bella squadra» e il riferimento era alle istituzioni impegnate a portare avanti i progetto relativi al porto, da quelle locali all'Autorità portuale. «Non più tardi di fine estate dovrebbe partire una seconda fase dei lavori per molo di nord, pennacchio e apertura ulteriore della diga fino a 120 metri dopodiché sono pronti altri fondi per portare avanti gli interventi e arrivare alla terza fase».
Qui, ha proseguito parlando del porto, «la parte della pesca è l'unica che sopravvive» ed è stato portato avanti un lavoro per «garantire la sicurezza» degli operatori perché gli insabbiamenti dei pescherecci erano all'ordine del giorno. C'è stata una «dura lotta per evitare che qualcuno si facesse male», ma ora che va via De Carolis lascia dei «buoni propositi» e vede una «luce in fondo al tunnel». Ed è proprio a un «obiettivo futuro» che guarda Minervino, tornando in città dopo esserci già stato per quattro anni, durante i quali ha collaborato alla realizzazione del Piano regolatore portuale, nel lontano 2008. «Pescara ha bisogno del porto e cercheremo di far andare i lavori il più speditamente possibile perché con la sicurezza delle unità da pesca e dei pescatori non si scherza», ha detto ieri prima della cerimonia. E ha aggiunto di voler puntare sulla «cabina di regia» creata dal suo predecessore e di essere attento anche «all'ambiente e ai controlli sul demanio». Come ogni anno, poi, ha preso il via l'attività "Mare sicuro", affidata proprio al personale della Direzione marittima, per far sì che «la balneazione avvenga in condizioni di sicurezza». (f.bu.)

