De Dominicis: «Opere di bonifica nel dimenticatoio»

23 Luglio 2019

BUSSI SUL TIRINO. Il capogruppo dello schieramento di minoranza per Progetto Bussi, Pino De Dominicis, torna a sollecitare chi di dovere per sblocaare le procedure che tengono fermi i lavori di...

BUSSI SUL TIRINO. Il capogruppo dello schieramento di minoranza per Progetto Bussi, Pino De Dominicis, torna a sollecitare chi di dovere per sblocaare le procedure che tengono fermi i lavori di bonifica dei siti inquinati del territorio.
«Ci sono ritardi preoccupanti», afferma De Dominicis «sia sulla bonifica delle aree 2A e 2B che per la discarica Tremonti per la quale i tempi si vedono sempre più lunghi. Sono passati ormai mesi da quando gran parte dei nuovi politici eletti, passati in campagna elettorale per il sito di Bussi sul Tirino», va avanti De Dominicis «dichiaravano il massimo impegno affinché l'annoso problema dell'inizio dei lavori per la bonifica dei siti inquinati, identificati come 2A e 2B avvenisse in tempi rapidissimi, dichiarando altresì anche l'imminente inizio dei lavori sulla Tremonti. Dichiarazioni pubbliche, passerelle elettorali ma ad oggi nulla è stato fatto e tutto pericolosamente fermo anche dopo i ricorsi della Edison». Una condizione che mortifica, per De Dominics, anche i sindaci della Val Pescara, che avevano avute rassicurazione nell'incontro al Ministero dell'Ambiente nei mesi scorsi: «Promesse rimaste totalmente inevase. Dicasi ciò anche delle dichiarazioni del ministro Costa che proprio a Bussi, durante la campagna elettorale prefigurava un suo personale intervento rapido e risolutore. Nulla è stato fatto, nulla è stato prodotto». De Dominicis fa ancora rilevare che l'urgenza che lui sollecita è dovuta anche al constatazione che la messa e tenuta in sicurezza di territori inquinati, alla quale provvedeva Solvay, con opere di capping e raccolta liquidi «dal maggio del 2018 è cessata e ad oggi sembrerebbero totalmente abbandonati. Sono 14 mesi che su quei terreni, non solo non iniziano i lavori di bonifica ma sarebbero addirittura cessate tutte le opere previste per la sicurezza e la bonifica».
Una condizione che il consigliere De Dominicis qualifica come gravissima e che «ci induce a rivolgere un appello alla Regione Abruzzo affinché assuma iniziative utili a capire quali siano i reali motivi che ostacolano l'inizio dei lavori per cercare di rimuoverli con estrema urgenza. Ricordiamo che per le 2A e 2B ci sono le risorse, c'è stato un compiuto progetto sulla base del quale è stata individuata anche l'Associazione temporanea affidataria dei lavori». (w.te.)