De Martinis annuncia: svolta per la Stella Maris e lavori a Villa Delfico

16 Giugno 2024

Il sindaco rieletto con il 70% detta gli obiettivi: «Giunta in sette giorni» E sulla fusione con Pescara e Spoltore: «Nel 2027? Serve più tempo»

MONTESILVANO. Il 2024 sarà l’anno dell’avvio dei lavori alla Stella Maris e a Villa Delfico. Lo afferma il sindaco Ottavio De Martinis, rieletto con quasi il 70% dei voti.
Sindaco, una maggioranza così ampia è un’opportunità o un rischio?
«Penso che rappresenti assolutamente un’opportunità, perché mi consente di avere una stabilità tale per prendere le decisioni in serenità e portare a compimento tutti i progetti».
Cosa farà subito?
«Sicuramente metterò a punto tutte le azioni già avviate, volte a offrire ai cittadini e ai turisti un territorio riqualificato e potenziato in alcune peculiarità».
Che estate sarà in città? «Contiamo di bissare in termini di presenze e di gradimento quella dell’anno scorso che è stata una stagione meravigliosa. Vogliamo regalarci e regalare un’estate egualmente bella, con una ciliegina sulla torta rappresentata a settembre dagli World Skate Games».
Lei dovrebbe essere l’ultimo sindaco di Montesilvano prima della fusione con Pescara e Spoltore nel 2027. Ma la fusione si farà davvero entro il 2027 o è possibile che slitti al 2029 come ha detto il presidente del consiglio comunale di Spoltore Lucio Matricciani?
«Ho sempre detto che la fretta è cattiva consigliera e che la fusione è un processo così articolato e difficile che non può essere poggiato sulle lancette dell’orologio. Con Pescara e Spoltore abbiamo portato avanti un percorso e ci siamo resi conto, durante il cammino, delle difficoltà che ci sono. Noi cercheremo di seguire il programma, portando avanti tutte le operazioni necessarie, ma se servisse anche qualche anno in più non griderei allo scandalo, ma lo intenderei come una grande opportunità per il territorio».
In ogni caso, resta contrario alla Nuova Pescara?
«Io sono molto scettico. Ho sempre auspicato a una revisione del processo che a mio avviso doveva essere ragionato in un’ottica di città metropolitana, invece che di una fusione che, così com'è stata pensata, cela difficoltà e rischi. Un’esperienza in ottica metropolitana garantirebbe quello che i cittadini vogliono, ed eviterebbe la scomparsa di Montesilvano e Spoltore che rischiano di diventare solo delle periferie».
Quanto ci vorrà per la giunta? Ci saranno conferme?
«Spero di comporre la giunta nel minor tempo possibile, chiudendo la partita nell’arco di una settimana. Considerando i numeri e i nomi che sono usciti dalle urne, ci saranno delle riconferme rispetto allo scorso mandato. Qualche novità potrebbe esserci per le quote rosa, anche alla luce del fatto che due assessori su tre e cioè Daniela Renisi e Barbara Di Giovanni non si sono candidate».
In città ci sono anche opere in abbandono di cui si è parlato in campagna elettorale: scuola di legno, Villa Falini, via Lazio, Villa Delfico. Cosa accadrà?
«Villa Falini è l’unica opera per la quale non abbiamo un futuro certo, perché necessita un intervento che la renda agibile, ma soprattutto perché ha un vincolo testamentario che prevede esclusivamente un ricovero per anziani, dunque bisognerà ricorrere a privati. Quello che va fatto è pensare a una variante che possa portare un aumento della volumetria sulla struttura esistente, così da preservare il suolo circostante, evitando la realizzazione di un secondo edificio. Per quello che riguarda Villa Delfico abbiamo ottenuto un finanziamento tramite Pinqua (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, ndc): a Regione è il soggetto attuatore e dunque le procedure sono in capo all’ente, tuttavia ci hanno assicurato che entro il 2024 partiranno i lavori di riqualificazione. Partiranno entro l’anno anche i lavori sulla Stella Maris: ho sentito il rettore dell’università e oggi quel progetto ha tutte le gambe per camminare perché ha ottenuto i pareri necessari. Sulla scuola di legno, come ho chiarito nel mio programma, l’idea è di realizzare un presidio della legalità: c’è un’interlocuzione in atto con il ministero per verificarne la fattibilità».
Il 2024 anno della svolta? «Questo sarà un anno importante, durante il quale la maggior parte delle incompiute di Montesilvano inizierà una nuova vita. Su via Lazio, come per Villa Falini, noi abbiamo fatto quello che potevamo fare, cioè sgomberare la struttura, ma ora Pescara e gli altri proprietari devono riuscire a vendere a qualcuno interessato a investire. Sarebbe qualcosa di straordinario, perché il palazzo così com’è, sia da un punto di vista strutturale che per decoro urbano in una zona altamente turistica, non premia. Il Comune di Pescara rifarà un avviso per la vendita, ma a quanto so, pare ci sia l’interesse di un soggetto terzo».
Qual è la sua promessa ai montesilvanesi?
«La mia promessa è di continuare con la stessa determinazione, passione e impegno che abbiamo messo in questi cinque anni. È l’unico modo per ringraziare i montesilvanesi che mi attribuiscono grande fiducia. Voglio rendere la nostra città sempre più bella, attrattiva, decorosa e inclusiva. Infonderò un’enorme energia per arrivare all’obiettivo. Anche nell’ottica della Nuova Pescara, qualora si facesse, voglio far arrivare il nostro territorio a recitare un ruolo da protagonista e non da comprimario».