De Martinis e Maragno indagati per la palazzina dei profughi

Il pm contesta falso, truffa e abuso d’ufficio a vario titolo. Coinvolti anche il direttore e il presidente dell’Azienda speciale che gestisce lo Sprar e due dirigenti comunali. Il sindaco: «Chiarirò tutto»
MONTESILVANO. Avvisi di garanzia per il sindaco Ottavio De Martinis e per l’ex primo cittadino e attuale consigliere comunale Francesco Maragno, indagati nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione del servizio di accoglienza degli immigrati (Sprar) a Montesilvano. Nei giorni scorsi i carabinieri sono arrivati a palazzo di città per notificare gli avvisi di garanzia ai due amministratori, ma sono indagati anche il direttore dell’Azienda Speciale che gestisce lo Sprar, Eros Donatelli, il presidente dello stesso Ente strumentale per i servizi sociali, Luca Cirone, il dirigente comunale del settore amministrativo Alfonso Melchiorre e l’ex dirigente all'Urbanistica Valeriano Mergiotti. L’inchiesta ruota intorno a presunte irregolarità edilizie che sarebbero state riscontrate in uno degli appartamenti privati individuati dal Comune di Montesilvano per accogliere i richiedenti asilo inseriti nel progetto Sprar. Si tratta di una palazzina di via Togliatti dove, già lo scorso anno, erano scattati i sigilli, su disposizione del gip Antonella Di Carlo, con il conseguente trasferimento della dozzina di ospiti che in quel momento alloggiavano nell'abitazione al civico 21. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Salvatore Campochiaro e delegate ai carabinieri della pg della procura di Pescara, avevano già portato alla notifica di altri sette avvisi di garanzia a dipendenti comunali, proprietari dell'immobile e tecnici. Ed è proprio delle procedure che hanno portato nel 2017 alla selezione degli edifici, tra cui lo stabile di via Togliatti, che ora si chiede conto all’attuale sindaco De Martinis, all’epoca dei fatti vice sindaco, all’allora primo cittadino Francesco Maragno, e ai dirigenti comunali e dell’Azienda Speciale, indagati in concorso e a vario titolo di diversi reati tra cui falso ideologico, abuso d’ufficio e truffa. A ricordare quella procedura è proprio il sindaco De Martinis che sarà ascoltato il prossimo 27 febbraio per chiarire la sua posizione in merito ai reati che gli vengono contestati. «Sono sbigottito ma allo stesso tempo fiducioso, perché sono certo che tutto si dissolverà come una bolla di sapone», rivela il primo cittadino. «I fatti risalgono al 2017 quando venne pubblicato un avviso per la ricerca di immobili privati da prendere in affitto e destinare all’accoglienza degli immigrati nell’ambito del progetto Sprar. Per poter partecipare al sistema di accoglienza, infatti, era necessario inserire nel progetto una serie di immobili utili a ospitare i richiedenti asilo e per questo gli uffici avviarono la ricerca degli appartamenti dei privati». Tra gli altri, come quello di via Napoli o di viale Abruzzo, venne individuato anche quello di via Togliatti che fu poi utilizzato per qualche tempo, fino al sequestro avvenuto lo scorso anno con il conseguente trasferimento degli ospiti. «Io, in particolare», prosegue il sindaco di Montesilvano, «all’epoca dei fatti ero vice sindaco e sono stato coinvolto per aver firmato, al posto del sindaco Maragno che quel giorno era assente, un documento che conteneva una modifica nell’elenco degli immobili previsti nel progetto. Da quello che ho avuto modo di capire in queste poche ore trascorse dalla notifica dell'avviso di garanzia, sarebbe stata allegata al progetto una piantina non conforme». Stando a quanto contestato dalla magistratura, infatti, l’immobile non sarebbe stato in possesso dei requisiti che erano stati invece certificati nei documenti allegati al progetto. «Credo e confido nella giustizia», prosegue il primo cittadino, «e sono certo che la questione verrà presto chiarita e risolta. Anche perché è assurdo anche solo pensare che io, l’ex sindaco e quattro dirigenti abbiamo potuto organizzare in concorso addirittura una truffa. E per che cosa poi? Per far guadagnare un privato con l’affitto di un appartamento? Per questo sono fiducioso e continuo a lavorare, costantemente e appassionatamente come ho sempre fatto per la città, certo che tutto sarà presto chiarito».

