De Martinis: pronto ad allenare la mia città se diventerò sindaco

Il candidato della Lega: «Dopo 12 anni di esperienza, sono pronto. Centrodestra unito: parlerò con Maragno»
MONTESILVANO. «Se sarò il sindaco di Montesilvano? Credo proprio che tornerò a fare l’allenatore. Quello che mi distingueva quando allenavo le squadre di calcio - prima e seconda categoria - era il fatto di essere bravo a creare gruppo, a fare squadra. Allora ho pensato che la giunta diventerà lo spogliatoio, e il consiglio comunale il campo dove la squadra dovrà dare il 100 per cento per esprimersi al meglio, per vincere ogni giorno la partita della buona amministrazione».
Ottavio De Martinis, 49 anni, vice sindaco di Montesilvano con deleghe che spaziano dagli eventi al commercio, meno di 24 ore prima è stato incoronato dai vertici della Lega (quella per Salvini, non la Lega calcio) come candidato sindaco di Montesilvano alle elezioni amministrative del 26 giugno. E anche se ieri non è stato un giorno normale (i giornalisti lo hanno assediato dalle prime ore del mattino), De Martinis ha proseguito a lavorare sui suoi progetti «che andranno avanti anche dopo il 26 maggio».
Chi deve ringraziare per questa candidatura tutt’altro che scontata: la Lega o Forza Italia?
«Sicuramente, i miei dodici anni di impegno costante nell’amministrazione della mia città, un’esperienza importante che ho portato in dote al mio partito. E poi anche la scelta fatta dal tavolo nazionale. Se la Lega avesse avuto il candidato sindaco a Pescara, probabilmente non avrebbe avuto più senso chiedere il sindaco anche a Montesilvano. Subito dopo la scelta di Masci, però, a pesare sulla mia scelta sono stati sicuramente i tanti voti presi alle elezioni regionali, ma anche il fatto che io ho aderito alla Lega perché mi riconosco perfettamente nelle idee di Salvini. Sono sempre stato nel centrodestra, prima con Alleanza nazionale e, dopo la scelta di Fini, con il Popolo delle Libertà. L’ultimo passaggio lo avevo fatto in Forza Italia, ma devo essere sincero: quello che indossavo non era il mio vestito. Nella Lega mi risento a casa mia».
Ha già parlato con Maragno? Che cosa pensa che farà adesso il sindaco uscente?
«Conto di parlarci prestissimo, perché io credo che cinque anni di questa amministrazione abbiano dato molto alla città. Se diventerò io il sindaco di Montesilvano, alcuni progetti importanti avviati da questa legislatura saranno comunque accompagnati in porto. Su altri si deciderà insieme, e io assicuro già da adesso il massimo rispetto e la massima trasparenza su tutte le decisioni che verranno prese in questo Palazzo. Non sarò mai l’uomo solo al comando».
Vuole dire che sarà il sindaco di tutti, che governerà per il bene della città, che si remerà tutti insieme e nella stessa direzione... e altre cose che si dicono fino al giorno prima di essere eletti?
«Lo so, sono frasi fatte e quindi poco credibili. Ma chi mi conosce, sa che io difficilmente parlo a vanvera. E se do una parola, io la mantengo».
Nel comunicato ufficiale della Lega che annuncia la sua candidatura a sindaco buona parte del testo è dedicato all’ingresso del consigliere comunale Anthony Aliano, che Bellachioma ringrazia personalmente. Si sente commissariato?
«Assolutamente no. Il partito ha scelto Aliano guardando oltre Montesilvano, e credo che anche lui abbia grandi ambizioni. Se il mio partito mi avesse detto che il candidato sindaco era Maragno oppure Aliano, io avrei messo la mia esperienza e il mio lavoro a disposizione e mi sarei messo al lavoro per loro, con impegno e lealtà».
Crede che lo stesso impegno e lealtà li troverà anche dagli alleati del centrodestra? E i suoi colleghi di giunta e di maggioranza? Crede che la sosterranno?
«Il centrodestra sarà compatto, a Pescara come a Montesilvano, come in tutti gli altri comuni in cui si voterà a maggio. Mi auguro che anche Udc, Azione Politica, Idea e liste civiche di centrodestra non si tirino indietro davanti alla possibilità di partecipare da protagonisti a un grande progetto, a una nuova visione di città dove la sicurezza e il lavoro, il turismo e il commercio, la riqualificazione urbanistica e la viabilità, la scuola, la tutela dell’ambiente, lo sport e la cultura saranno i pilastri di uno sviluppo reale».
Che campagna elettorale sarà quella che l’attende? Il centrosinistra schiererà Fidanza per contrastarla?
«Fidanza è un professionista e un politico di grande umanità e capacità, ma non so se accetterà la sfida. In ogni caso mi auguro che la campagna elettorale non si carichi di veleni. I montesilvanesi si aspettano un sindaco che abbia cuore e amore per questa città, non una persona livorosa e negativa».

