De Martinis sfida i ribelli «Non accettiamo ricatti»

17 Settembre 2020

Il consiglio comunale va ancora a vuoto, slitta l’approvazione del bilancio Ma il sindaco accusa i dissidenti: «Gruppetti creati per arrivare a posizioni»

MONTESILVANO. Volano gli stracci tra il sindaco Ottavio De Martinis e il gruppo dei ribelli “SiAmo Montesilvano”, ormai sempre più ai ferri corti. Dopo l’approvazione del Dup, avvenuta martedì sera, nella mattina di ieri il consiglio comunale è iniziato con una ferma presa di posizione da parte del primo cittadino che ha ribadito come non cederà ai ricatti di chi «crea gruppi e gruppetti per arrivare a posizioni».
All’origine del malcontento del sindaco, una comunicazione arrivata ieri mattina da parte del consigliere ribelle Lino Ruggero che evidenziava un difetto di notifica nella convocazione rivolta agli assenti, che da regolamento è prevista con 24 ore di anticipo. Una circostanza che ha spinto la conferenza dei capigruppo a far slittare a oggi alle 13 la seduta, per evitare contestazioni successive. «La comunicazione di questa mattina, come l’assenza in aula, come altre situazioni, sono frutto di un problema di natura politica di cui io mi sento vittima e non carnefice», ha commentato De Martinis. «Non stiamo servendo un bel servizio alla città continuando a utilizzare questo bilancio come strumento ricattatorio volto a ottenere non si capisce poi che cosa».
«Io sono pronto a tornare a casa qualora non avessi i numeri», ha concluso. Un discorso che, seppure senza fare nomi, ha chiamato direttamente in causa il gruppo dei ribelli che, non presente in aula, attraverso una nota ha rinviato al mittente le accuse.
«Il primo cittadino non può lamentarsi se non riesce ad aprire un consiglio comunale perché non è in grado neanche di fare delle notifiche a norma di legge, né può addossare a noi delle responsabilità sul ritardo nell’approvazione del bilancio», scrivono i consiglieri Valentina Di Felice, Lino Ruggero, Paola Ballarini, Giuseppe Mené e Valter Cozzi. «Ricordiamo che con noi non ha voluto condividere né scelte, né strategie, né soprattutto nessuna programmazione, e che il bilancio andava approvato entro il 31 dicembre 2019. Se questo non è stato fatto la responsabilità è esclusivamente sua e della giunta».
In merito ai 500 emendamenti presentati, il gruppo ha poi spiegato come si tratti di proposte utili a migliorare il documento. «Il lavoro fatto finora è stato di scarsa qualità e il nostro approccio è finalizzato a migliorarlo. Probabilmente andrebbe aperta una riflessione su una gestione assolutamente deficitaria del Comune vista anche l’attività sterile di alcuni assessori».
A replicare al gruppo è l’assessore Deborah Comardi. «Premesso che il termine per l’approvazione del bilancio è slittato normativamente al 30 settembre, il gruppo conosce benissimo le motivazioni del ritardo», evidenzia ricordando tra l'altro la pandemia e il rinvio dell’entrata in vigore della tassa di soggiorno. Quanto alla volontà di migliorare il documento con gli emendamenti, l’assessore prosegue: «Degli oltre 400 emendamenti presentati, solo una ventina hanno avuto parere favorevole da parte degli uffici, e solo questi sono serenamente votabili da parte del consiglio».
A detta di Comardi, poi, gran parte degli altri riguardano piccoli contributi da distribuire a pioggia a svariate associazioni. «Conosciamo le motivazioni che muovono i componenti del gruppo ai quali chiediamo senso di responsabilità», conclude l’assessore.
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