De Palma: «L’estate 2024 con ondate di calore e temperature da record»

26 Giugno 2024

Il tecnico meteorologo: «Accade frequentemente di assistere all'arrivo  di perturbazioni estive dopo lunghi periodi con un caldo anomalo»

Aumentano i fenomeni meteorologici estremi. Siccità, alluvioni, cicloni e trombe d'aria, che provocano spesso danni e vittime, sono la diretta conseguenza del riscaldamento globale. Con Giovanni De Palma, tecnico meteorologo di AbruzzoMeteo abbiamo parlato dei rischi che corre l'Abruzzo e di come il progressivo riscaldamento dell'atmosfera incide su questi eventi.
L'estate 2024 per l'Abruzzo sarà a rischio siccità?
Probabilmente sì in quanto, purtroppo, l'autunno e l'inverno sono state due stagioni con poche precipitazioni e temperature al di sopra delle medie stagionali. Inoltre, è caduta pochissima neve sui rilievi appenninici che, solitamente, costituiscono un vero e proprio "serbatoio" di acqua per i mesi estivi. Il deficit pluviometrico dei mesi invernali si aggiunge ad una stagione, l'estate, solitamente avara di precipitazioni significative.
Il pendolo della crisi climatica torna ad oscillare con fenomeni estremi sempre più frequenti. Cosa dobbiamo aspettarci in termini di ondate di calore, siccità, inondazioni e incendi boschivi?
Con i cambiamenti climatici in atto diventano sempre più frequenti le rimonte dell'anticiclone sub-tropicale (o di matrice nord africana) che favoriscono lunghe ondate di calore e temperature abbondantemente al di sopra delle medie stagionali. In sostanza, rispetto ad alcuni decenni fa, le rimonte dell'anticiclone subtropicale o africano, sono diventate più frequenti nel periodo estivo e con una durata maggiore rispetto al normale, proprio a causa del cambiamento climatico che, di fatto, ha favorito lo spostamento verso nord della fascia di alte pressioni presenti, solitamente, sulle regioni nord africane. Ad ondate improvvise di calore si alternano, sempre più spesso, nubifragi e grandinate.
Qual è la causa di questi repentini cambiamenti?
L'aumento della temperatura globale ha, di fatto, accelerato il cambiamento climatico e accade sempre più frequentemente di assistere all'arrivo di perturbazioni estive dopo lunghi periodi con caldo anomalo e tempo stabile: l'accumulo di umidità nei bassi strati e le elevate temperature favorite dalle rimonte dell'anticiclone africano possono portare, in caso di infiltrazioni di aria fresca di origine atlantica, allo sviluppo di intensi sistemi temporaleschi capaci di generare alluvioni lampo, grandinate e persino tornado.
Quali misure di adattamento sono necessarie per proteggere il territorio dagli effetti peggiori, come quelli causati dalle inondazioni?
Purtroppo è impossibile difendersi dagli effetti di violenti temporali con precipitazioni che, spesso, riescono a superare, in pochissimo tempo, addirittura gli accumuli che, solitamente, si registrano in 3-4 mesi. Tanta pioggia caduta in pochissimo tempo può causare danni, allagamenti e notevoli disagi, soprattutto nelle aree urbane, ma non solo. Quello che mi sento di consigliare è di seguire le previsioni meteorologiche, in particolare prima di intraprendere escursioni e gite fuori porta: non le app presenti sugli smartphone, ma di avvalersi di informazioni redatte dagli addetti ai lavori, con tanto di bollettino scritto.
Le proiezioni climatiche a lungo termine disegnano un'Europa meridionale sempre più calda e secca, con conseguenze devastanti per il settore agricolo. Giusto?
Esatto, questo è un problema che riguarda soprattutto l'Italia: le nostre regioni meridionali sono a rischio desertificazione, in particolare la Sicilia, ma a soffrire la carenza di precipitazioni è anche la nostra regione, specie il settore adriatico, dove negli ultimi anni piove sempre meno con accumuli al di sotto delle medie annuali. Tanto per fare un esempio, nella città di Pescara, dove la media di precipitazioni annuali è di circa 700 millimetri (1 mm equivale ad 1 litro d'acqua per metro quadrato), nel 2019 sono caduti solo 238 mm, nel 2020 269 mm, nel 2021 393 mm. Quest'anno, dal 1 gennaio sono caduti soltanto 155 mm di pioggia, quantitativi decisamente sotto la media stagionale.
In che modo adattarsi e prepararsi ai cambiamenti climatici in atto?
Bisogna prendere coscienza che, nei prossimi anni, la situazione non può far altro che peggiorare: che c'è il rischio di assistere a inverni miti e poco piovosi e meno nevosi, con estati molto calde e caratterizzate anche da break estivi con episodi di marcato maltempo quali nubifragi e grandine di grosse dimensioni.
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