De Sanctis: «Il progetto non ci convince»

21 Novembre 2017

Il Forum H2O teme gli effetti delle onde del mare in caso di piena del fiume. Testa: ora si acceleri

PESCARA. Era e resta perplesso. Non ha cambiato idea, sul taglio della diga foranea, Augusto De Sanctis, del Forum H2O, che a dicembre dell’anno scorso ha perfino presentato un esposto all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione), al ministero delle Infrastrutture e alla Procura della Repubblica.
«A nostro avviso», ricorda ora, «erano lavori da Valutazione di impatto ambientale nazionale perché costituiscono, di fatto, una sorta di primo lotto del Piano regolatore portuale. E gli interventi del Piano regolatore portuale vanno sottoposti a Via nazionale. Crediamo che in questo caso sia stata seguita una scorciatoia, cioè l’assoggettabilità a Via regionale, facendo passare l’intervento come miglioramento ambientale, ma il miglioramento ambientale è solo l’effetto dei lavori». L’esposto era scaturito, tra l’altro, dalla contestazione dei passaggi seguiti perché «la gara di appalto è stata promossa prima delle ultime autorizzazioni e dell’assoggettabilità a Via, con una inversione procedimentale, come l’avevamo definita». Quanto ai contenuti De Sanctis ricorda che «riaprendo la diga, in determinate condizioni, le onde del mare entrerebbero nei moli e si alzerebbero ulteriormente. E in caso di piena del fiume, cosa accadrebbe prima della fine dei lavori del Piano regolatore portuale?», si chiede De Sanctis. Le rassicurazioni ottenute non hanno tranquillizzato il rappresentante del Forum H2O il quale fa notare che pur essendo una ipotesi «improbabile, può accadere».
Per il capogruppo di Fratelli d’Italia in Comune, Guerino Testa, bisogna «ingranare la marcia per far sì che alla cerimonia pomposa di consegna dei lavori faccia seguito l’effettivo e rapido inizio dell’intervento. Vogliamo vedere le ruspe in mare al lavoro per liberare Pescara da un tappo che sino a oggi ha impedito il suo sviluppo», dice. Poi «vanno reperite le risorse per realizzare tutte le opere previste per la nascita del futuro porto. E occorre recuperare in ogni modo l’enorme ritardo accumulato dal centro-sinistra negli ultimi tre anni. Già nel maggio 2014 il Piano regolatore portuale poteva essere approvato dal Consiglio comunale: a impedirne la ratifica, fu proprio la sinistra che voleva apporre la propria firma sull’opera e invece solo tre anni dopo è riuscita a terminare l’iter».
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