De Sanctis: la bonifica resta lontana

Il Forum H2O: c’è ancora tanto da fare, la caratterizzazione va estesa
BUSSI SUL TIRINO. Pur rimanendo distanti dai toni trionfalistici con cui il ministro Galletti ha presentato l’operato del suo dicastero su Bussi, Augusto De Sanctis del Forum H2O afferma che «con la dirigente Laura D’Aprile qualcosa si sta muovendo dal punto di vista delle carte, con qualche prospettiva in più sulle procedure amministrative, tipo la richiesta di consegna dei documenti da Edison per la discarica Tremonti entro il 15 ottobre. Ma facciamo notare», dice, «che aver “aperto” il 30 novembre 2016 a nuovi campionamenti pur in presenza di una caratterizzazione del commissario già disponibile da tempo, alla fine ha fatto perdere almeno altri 10 mesi. Consigliamo maggiore umiltà e prudenza a tutti, a partire dal ministero visto che per recuperare oltre 10 anni di inerzia da parte degli enti ci vuole ben altro. Siamo pronti a riconoscere i risultati. Recentemente in un comunicato su Piano d’Orta abbiamo apprezzato che un sopralluogo (uno solo!) è stato effettuato dopo un sollecito della D’Aprile, a seguito peraltro di una nostra lettera in cui emergeva un clamoroso errore sul perimetro del Sin del ministero addirittura nel decreto istitutivo del 2008».
Sulla storia infinita di Bussi, dice De Sanctis, «vorremmo festeggiare la fine dell’incubo come abbiamo fatto per Ombrina. Attualmente però la situazione reale permane fuori controllo con la contaminazione delle acque del fiume Pescara, che continua a fuoriuscire dai due siti e che si distribuisce lungo tutta la Val Pescara». De Sanctis sottolinea che «oggi la messa in sicurezza riguarda solo minime porzioni dell’intera area inquinata di Bussi e non tocca affatto quello di Piano d’Orta di Bolognano. Inoltre, manca l’individuazione del responsabile della contaminazione per il bubbone più grande, il sito industriale, e anche per le discariche esterne 2A e 2B», adempimenti che competono alla Provincia. «La caratterizzazione deve essere svolta su tutte le aree pubbliche», conclude De Sanctis, «al momento però, di vere bonifiche, il numero da citare è zero». (w.te.)

