De Sanctis: non c’è un progetto di bonifica

«Nella proposta del commissario Goio l’acqua di falda continuerà a essere inquinata»
PESCARA. Per il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, la proposta del commissario delegato per il risanamento socio-economico del fiume Pescara, Adriano Goio, inviata il 14 agosto scorso al ministero dell’Ambiente e alla ditta Solvay, intitolata «Interventi di bonifica e messa in sicurezza permanente delle aree esterne e dismesse dello stabilimento Solvay nel sito di interesse nazionale Bussi sul Tirino», non sarebbe una bonifica, ma una soluzione che invece non risolverebbe alla radice il problema della presenza delle sostanze inquinanti individuate in zona. Insomma, per Augusto De Sanctis, del Forum, il progetto della Regione non sarebbe altro che un palliativo che manterrebbe intatta la potenzialità inquinante del sito.
Nel mirino, quella parte del polo chimico industriale di Bussi sul quale, secondo il leader ambientalista, sorgerebbe soltanto una «soletta», ovvero una copertura che lascerebbe, però, al di sotto di sé, tutti i veleni inquinanti (nel progetto della Regione la soletta mette la zona in sicurezza). «Il progetto presentato da Goio», ha spiegato De Sanctis, «prevede appunto una soletta di cemento sopra a una parte dei terreni inquinati, che però continueranno con alta probabilità a contaminare l’acqua di falda. Si tratterebbe di un intervento di prevenzione, secondo il documento», prosegue, «con nessuna bonifica».
Ma a «tombare» ulteriormente la zona, aggiunge l’attivista del Forum, vi penserebbe poi l’arrivo di un’azienda. «Sopra alla soletta», infatti prosegue De Sanctis, «è prevista la realizzazione di una fabbrica che produce prodotti farmaceutici. E questo non rappresenta un rinvio sine die della bonifica?», si è chiesto retoricamente. Il punto è, inoltre, specifica sempre De Sanctis, che il trattamento degli elementi cancerogeni, così facendo, si sposterebbe a valle, «dando per scontato che la falda debba continuare ad essere inquinata. E poi», ha messo in evidenza, «com’è possibile, così com’è stato ventilato dal sindaco di Bussi, che quest’impianto di pompaggio a valle (il sistema che dovrebbe purificare le acque, ndr) possa essere acquistato dal Comune di Bussi? Per un Comune di queste piccole dimensioni è troppo costoso».
Nel mirino del Forum è finita anche la realizzazione della discarica, fuori dal polo chimico, nella zona 2A e 2B, per rifiuti «non pericolosi», com’è precisato sempre nel progetto regionale, che sarà a carico, come la soletta, sempre della Solvay.
«Seppur non pericolosi», ha osservato ancora De Sanctis, «sono pur sempre rifiuti. E ha dell’incredibile che tutto questo venga realizzato sopra all’acquifero più importante della regione e probabilmente dell'intero Appennino. E per questo faccio notare che anche la gestione di rifiuti speciali definiti non pericolosi comporta sempre dei seri rischi per l'inquinamento». (v. d. l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

