De Sanctis: non è stata fatta la Valutazione ambientale

19 Maggio 2016

PESCARA. La richiesta del cambio di destinazione d'uso da uffici a residenziale del complesso Pescaraporto di certo non viene accolta di buon grado dagli ambientalisti. La costruzione al ridosso del...

PESCARA. La richiesta del cambio di destinazione d'uso da uffici a residenziale del complesso Pescaraporto di certo non viene accolta di buon grado dagli ambientalisti. La costruzione al ridosso del mare e dell'ex Cofa viene additata come «incredibile» da parte di Augusto De Sanctis, ambientalista ed elemento di punta dei Movimenti per l'Acqua. Per De Sanctis, «è incredibile che questi interventi edilizi, realizzati con premialità varie, non siano stati sottoposti a Valutazione ambientale strategica. Consentire delle cubature in più modifica in senso vero e proprio i "pesi ambientali" che gravano su quel complesso schiacciato sul mare, cosa aggravata dal fatto che siamo in una città che presenta già gravi problemi di mobilità. Se l'intervento fosse stato sottoposto a Vas, io credo che non l'avrebbe mai superata».

Sulla questione interviene anche il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Erika Alessandrini, autrice di un esposto contro il complesso: «Quello che è accaduto era ampiamente previsto», commenta, «anzi lo avevo anche annunciato in consiglio. Certo, ora lo scoglio sarà proprio il consiglio comunale. Se infatti il cambio di destinazione a terziario direzionale era previsto dal piano regolatore, e quindi è bastata un'approvazione d'ufficio, questo non lo è. In consiglio faremo battaglia. Questo è un progetto che è partito storto. Figuriamoci che il primo permesso venne rilasciato da un dirigente quando doveva essere il consiglio a esprimersi». L'esposto dei Cinque Stelle sembra non abbia per il momento avuto seguito, ma il movimento poi si è rivolto al Genio civile e all'Autorità di bacino «che ci ha detto che sarebbe stata loro la competenza sull'argomento. Quell'area deve essere restituita alla città. Si pensi che nel PP2 lì era previsto un parco e oggi ci ritroviamo le case. E' un abuso di fatto: vogliamo vedere quei palazzi abbattuti». (pa.to.)