De Toma: sì all’abbattimento di palazzo Sirena
FRANCAVILLA. Il futuro di piazza Sirena viaggia al suono delle opinioni di nomi importanti e cari alla città. Dopo la lettera del regista Luciano Odorisio al comitato Risorgi Sirena, che sosteneva l’...
FRANCAVILLA. Il futuro di piazza Sirena viaggia al suono delle opinioni di nomi importanti e cari alla città. Dopo la lettera del regista Luciano Odorisio al comitato Risorgi Sirena, che sosteneva l’inopportunità di abbattere il palazzo in quanto «emblema culturale e storico per l’intera cittadinanza», arriva la missiva del professor Giorgio De Toma al sindaco Antonio Luciani che, al contrario, sostiene la tesi della riduzione dei volumi. De Toma è nato a Francavilla, figlio del compianto e stimato Dante De Toma, già sindaco di Francavilla, è ordinario di Chirurgia generale nella prima facoltà di Medicina e Chirurgia dell’università di Roma La Sapienza. È direttore del dipartimento di Chirurgia Pietro Valdoni al Policlinico Umberto I di Roma. «Apprendo con favore la notizia della imminente riqualificazione di piazza Sirena», scrive De Toma, che ha una casa a due passi da piazza Sirena, «sai quanto sono legato a quel centro della marina che è a due passi dalla mia casa, dai miei luoghi, dai ricordi di mio padre. Quello che viene descritto da chi osteggia questa vostra iniziativa come un simbolo, in realtà un simbolo non lo è più da tanti anni. Il palazzo venuto giù con la Grande Guerra, quello sì che era un simbolo. Elegante, utilizzato, una perla. Ma la furia della distruzione ha portato con sé tutto quello che c’era». Per De Toma, «le città si rigenerano attraverso le demolizioni. E così, è accaduto a Trieste, a Milano, a Napoli e nelle grandi capitali europee. Le grandi piazze italiane sono rinate attraverso riduzioni di volumi, e questo lo dice la storia. È l’essenza stessa del cambiamento, grazie al quale la comunità troverà uno spazio aggregante, nel quale guardarsi negli occhi, nel quale tornare a guardare il mare, così come si può notare dalle rare immagini anteguerra del Piazzale. Tutti noi siamo legati ai dolci ricordi, alle immagini e ai luoghi cari della nostra gioventù, purtuttavia non dobbiamo farne un totem. L’acquisizione di tanto spazio nel cuore della nostra cittadina, la ricomparsa di alberi e aiuole doneranno un tocco di eleganza e spazialità all’ambiente. Sono convinto», conclude, «che riusciremo a essere protagonisti di questa grande novità, ed anche chi è diffidente riuscirà a ricredersi». Le intenzioni dell’amministrazione sono quelle di demolire la parte più vecchia del palazzo, inutilizzata, ed a questo scopo è stato depositato nei giorni scorsi lo studio di fattibilità dell’architetto Marcello Borrone.

