Decessi raddoppiati in un anno, loculi finiti

Cappelle. Il sindaco Ferri ha firmato l’ordinanza per reperire gli spazi assegnati ma non ancora usati
CAPPELLE SUL TAVO. C’è carenza di loculi, al cimitero di Cappelle sul Tavo. Con il Covid il numero dei decessi è aumentato in maniera considerevole e gli effetti sono stati evidenti, a livello di spazi al camposanto. Se in passato, venivamo occupati, in media, tra i 25 e i 30 posti ogni anno, le persone decedute l’anno scorso sono state circa 60. Per questo, dovendo in qualche modo fronteggiare una situazione straordinaria, come quella creata dal Covid, l’amministrazione comunale guidata da Lorenzo Ferri ha avviato un’azione per reperire loculi già dati in concessione ma non utilizzati, nell’attesa che ne vengano realizzati di nuovi.
Con questo obiettivo nei giorni scorsi il sindaco ha firmato un’ordinanza che dà il via alla procedura per reperire i loculi cimiteriali vuoti, già assegnati a persone in vita ma non occupati. Il personale del Comune ha già accertato che nei complessi B, C, F, S, R e Q ci sono degli spazi per la sepoltura non usati e ora punta proprio sul ricorso a quei loculi, «in caso di necessità» e «per il periodo strettamente necessario» alla costruzione dei nuovi vani per la sepoltura. Il progetto del Comune è proprio questo, e cioè «realizzare 48 loculi», ma non è possibile attendere i lavori. E quindi si è dato il via alla requisizione delle aree potenzialmente utilizzabili, dopo aver promosso un censimento dell’esistente. «L’eventuale utilizzo dei locali vuoti e già assegnati ha carattere esclusivamente provvisorio», si legge nell’ordinanza del sindaco, e si provvederà alla riconsegna «al legittimo concessionario dopo l’assegnazione definitiva di nuovi loculi», prosegue il provvedimento del primo cittadino. La soluzione individuata deve essere apparsa l’unica possibile e si basa sul presupposto che «l’assenza di loculi cimiteriali può determinare rischi per la salute pubblica, a causa di soste prolungate di salme oltremisura nella camera mortuaria» anche se in questo frangente non si sono verificate situazioni di questo genere e la necessità attuale è limitata ad «alcuni posti», spiega il primo cittadino.
Alla base dell’ordinanza c’è comunque «l’indispensabile e urgente necessità di dover tutelare la salute pubblica dal punto di vista igienico sanitario», come dice sempre il provvedimento del 13 luglio.
Ferri non intende fermarsi qui ma vuole portare avanti anche degli accertamenti su altri fronti «senza polemica nei confronti di chi mi ha preceduto. Faremo delle verifiche», per risalire «a chi non ha rinnovato le concessioni e non ha più pagato, forse da decenni». (f.bu.)
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