Decise le regole severe Scattano già da sabato

14 Gennaio 2021

Fino a marzo vietato spostarsi tra Regioni. Resta il coprifuoco dalle 22 alle 5 Ci sarà una zona bianca per le aree a basso rischio, ma per ora è un miraggio

Il nuovo Decreto del presidente del consiglio dei ministri che detterà le nuove regole a partire da sabato, verrà definito in queste ore dopo la riunione con i presidenti delle Regioni convocato dal ministro per le Autonomie, Francesco Boccia, e a cui parteciperà anche il Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri. Ma il quadro del nuovo Dpcm è già chiaro ed è mirato ancora all’estrema prudenza perché, come rimarcato dal ministro della Salute Roberto Speranza, la situazione dei numeri dell’emergenza in Italia non è confortante.
«A livello nazionale», ha spiegato lo stesso ministro, «il tasso di occupazione delle terapie intensive torna ad attestarsi sopra la soglia critica del 30% e c’è un drammatico mutamento dell’indice di rischio attribuito alle regioni: 12 regioni e province autonome sono ad alto rischio, 8 sono a rischio moderato di cui 2 in progressione a rischio alto e una sola regione è a rischio basso».
L’ITALIA DIVISA IN FASCE. Se c’era chi continuava a sperare in un alleggerimento delle misure restrittive, dunque, dovrà rassegnarsi all’idea. Rosse, arancioni e gialle: le regioni saranno ancora una volta divise in fasce di rischio con i colori ormai noti.
Ma c’è una novità perché sembrerebbero previsti criteri che abbasseranno le soglie per l’inserimento delle regioni in zona arancione o rossa. Tra queste, l’abbassamento della soglia dell’Rt e l’intervento sui cosiddetti indici di rischio: con 1 si va automaticamente in zona arancione, con 1,25 in zona rossa. E potrebbero ora finire in arancione anche tutte quelle classificate a rischio alto secondo i 21 parametri.
Mezza Italia da domenica prossima potrebbe finire nelle due liste alte di restrizioni. A chiarire il quadro sarà il report della cabina di monitoraggio. Le ordinanze del ministro Speranza entreranno in vigore però solo domenica 17 gennaio mentre per sabato 16 l’ipotesi prevalente è che resti valida l’attuale colorazione. Per quanto riguarda la situazione dell’Abruzzo, l’articolo in basso chiarisce il quadro che concerne la nostra regione.
UN QUARTO COLORE. Non solo rosso, arancione e gialla, come si vocifera ormai da giorni, il nuovo decreto istituirà anche una quarta fascia, di colore bianco, che rappresenta una speranza a cui le regioni ambiscono. Il Governo ha intenzione di inglobare in questa quarta area solo quelle regioni che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio basso, qualora nel relativo territorio si manifesti un’incidenza settimanale dei contagi, per due settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti.
Uno scenario praticamente lontano ancora per tutte. In questa nuova fascia di colore ci sarebbe un grosso alleggerimento dei divieti, fermo restando le misure delle mascherine e del distanziamento. Difficile che possa scattare nel breve, ma come sottolineato dal ministro della Salute «iniziamo ad indicare un percorso di speranza per i mesi a venire».
STATO DI EMERGENZA. Verrà prorogato lo stato di emergenza almeno fino al 30 aprile.
Il Cts (Comitato tecnico scientifico) aveva chiesto di mantenerlo fino al 31 luglio. Secondo gli esperti, quattro sono gli elementi che consigliano il prolungamento di altri sei mesi, in modo da poter gestire la situazione con strumenti emergenziali: l’impatto ancora alto del virus sull’occupazione dei posti letto ospedalieri, la campagna vaccinale, la preoccupante situazione internazionale e la possibile sovrapposizione dell’influenza stagionale con il Covid.
SPOSTAMENTI TRA REGIONI. Strettamente legate alla proroga dello stato di emergenza sono le imposizioni inerenti gli spostamenti tra regione diverse. Con il nuovo decreto sarà vietato lo spostamento tra le province autonome e le regioni, anche tra quelle di fascia gialla, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Un provvedimento che, secondo la bozza del nuovo decreto, sarà valido dal 16 gennaio e fino al prossimo 5 marzo. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Sul fronte degli spostamenti vengono confermate le altre misure: in fascia arancione non ci si può muovere fuori dal proprio Comune, mentre in quella rossa è vietato ogni spostamento se non per necessità.
Qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, ossia ci si trovi in fascia arancione, una delle deroghe al divieto di spostamento tra Comuni dovrebbe riguardare quelli con popolazione non superiore a 5mila abitanti, dai quali ci si potrà muovere su un raggio di trenta chilometri senza però raggiungere i capoluoghi di provincia.
VISITA PARENTI. Il governo starebbe valutando nuovamente l’introduzione della norma per le visite nelle abitazioni, seppur sia stato ipotizzato che possa restare anche solo una raccomandazione: in ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata verrebbe consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le 22, e nei limiti di due persone oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.
IL COPRIFUOCO. Abbiamo appena accennato agli spostamenti fra le ore 5 e le 22, ossia la fascia in cui non c’è il coprifuoco. Permangono, dunque, le regole da rispettare nell’arco dalle 22 alle 5, quando come è stato fino ad adesso è prevista un’ulteriore stretta sugli spostamenti proprio per l’istituzione del coprifuoco.
SECONDE CASE. Si potrà andare nelle seconde case soltanto nelle regioni gialle e rimanendo comunque entro i propri confini. Questo ovviamente non sarà permesso nelle regioni arancioni, perché le regole generali vietano di uscire dal proprio Comune nelle aree che si trovano in questo colore.
ASPORTO NEI BAR. Gli assembramenti fanno paura. Ed è proprio per evitarli che nel nuovo decreto si è deciso di vietare l’asporto di cibi e bevande dai bar dopo le ore 18 (e non più come prima fino alle 22). Le Regioni hanno chiesto di limitare il provvedimento alle bevande e, al momento, sembrerebbe ancora aperta la trattativa.
PALESTRE E PISCINE. Nel nuovo Dpcm non ci sarà spazio per la riapertura di palestre e piscine. Le attività restano ancora chiuse visto che proprio il ministro Speranza ha dichiarato che «pensiamo di confermare tutte le misure vigenti quali coprifuoco, chiusure palestre e piscine».
MUSEI. Una boccata di ossigeno alla cultura arriverebbe con la riapertura dei musei. Un allentamento delle misura restrittiva però che è destinato a riguardare solo le regioni in zona gialla.
IMPIANTI SCIISTICI. Il Comitato tecnico scientifico avrebbe espresso grande preoccupazione per la riapertura degli impianti sciistici.
Dal Cts è poi arrivata nelle scorse ore la conferma di quanto già emerso nella riunione del 7 gennaio: i mondiali di sci in programma a Cortina dall’8 al 20 febbraio si potranno svolgere ma a porte chiuse e con una serie di raccomandazioni tra cui quella di fare in modo che gli atleti restino in paese il minor tempo possibile, per evitare assembramenti.