Decisivo l’esito delle analisi sull’auto e nella casa della donna
Gli investigatori della squadra scientifica di Ancona della polizia hanno avviato i loro accertamenti dopo la perquisizione e i sequestri che hanno segnato il blitz di qualche giorno fa nella vecchia...
Gli investigatori della squadra scientifica di Ancona della polizia hanno avviato i loro accertamenti dopo la perquisizione e i sequestri che hanno segnato il blitz di qualche giorno fa nella vecchia casa di Giovina Mariano, la ex dipendente del Comune di Pescara svanita nel nulla cinque anni fa: da quel mattino dell'8 marzo del 2017 quando si allontanò dalla sua abitazione di Moscufo senza lasciare tracce, senza lasciare nessun biglietto e senza dare più notizie di sé. Il fascicolo aperto dal pm Anna Benigni è ancora senza indagati, ma l'ipotesi di reato è comunque quella di omicidio. Gli inquirenti puntano molto sul lavoro della scientifica marchigiana, dotata di attrezzature molto sofisticate, per arrivare a trovare anche il minimo elemento che permetta di ricostruire le ultime ore della scomparsa. Il magistrato ha posto sotto sequestro la villetta di Moscufo che la donna abitava con il nipote Alessio (poi venduta all’asta), ma anche l’auto che era di Giovina e che, dalla sua scomparsa, ha utilizzato il fratello Domenico, padre di Alessio. È proprio dall’accurato esame della macchina che gli investigatori della mobile di Pescara sperano di trovare quella traccia utile per capire che fine abbia fatto Giovina. Ma anche la villetta verrà battuta a tappeto, dentro e fuori. Il Dna prelevato dal fratello della scomparsa dovrebbe aiutare a verificare, nella banca dati della polizia, un’eventuale compatibilità con i cadaveri ritrovati negli ultimi cinque anni, ancora senza identità. (m.cir.)

