Declassamento ospedale Penne Pronto l’esposto con mille firme

9 Novembre 2018

L’associazione “Salviamo” raccoglie in poche ore l’adesione di molti cittadini e del presidente Zaffiri Spoltore: «Domani consegniamo firme e documenti ai carabinieri, i cittadini vestini si sono svegliati»

PENNE. Oltre mille firme per l’esposto alla Procura della Repubblica promosso dal comitato “Salviamo l’ospedale di Penne”. Ci sarà tempo per firmare fino alle 11 di domani, nel locale a disposizione dell’associazione a San Comizio a Penne (mattina 10-12 e pomeriggio 16-18), dato che alle ore 12 i rappresentanti del comitato presenteranno l’esposto ai carabinieri della compagnia di Penne.
Una ricca documentazione, alla quale hanno lavorato i due legali del comitato, Natalia Morricone e Tiziano Massimi, nel tentativo di fermare il ridimensionamento del San Massimo. Anche il neo presidente della Provincia di Pescara, nonché sindaco di Collecorvino, Antonio Zaffiri, ha già firmato l’esposto. «Dopo i primi cinque giorni abbiamo già superato le mille firme, e ci arrivano richieste da tutti i paesi vicini (Collecorvino, Loreto, Passo Cordone Farindola, Villa Celiera, Civitella, Montebello e dai dipendenti della Roman Style) che gli amici associati, con notevole impegno, stanno cercando di accontentare. La cosa importante non è tanto l'adesione che è andata veramente oltre le aspettative, ma il fatto che, mai accaduto prima, il popolo vestino si è ormai svegliato. Dopo il muro umano che ha impedito lo scippo di apparecchiature senza colpo ferire e che non è arretrato neanche all'arrivo delle forze dell'ordine, adesso questo appassionato desiderio di essere parte di un'azione di importanza non solo di facciata ma anche di sensibilità civica. Il vento è ormai cambiato e i Vestini sono ormai pronti per pretendere la riscossione del credito che hanno verso le istituzioni e la politica. I Vestini vogliono giustizia e certezze. Ora, subito. Dovranno ascoltarci e renderci giustizia subito», ha commentato il presidente dell’associazione di protesta, Nicola Spoltore. Le speranza per il San Massimo poggiano anche sull’emendamento presentato dai Cinque Stelle nell’ambito del decreto Genova, che prevede una deroga per gli ospedali che si trovano nelle vicinanze del creatore sismico. Per ora è solo uno spiraglio. A oggi, di certo, c’è che il declassamento del San Massimo a ospedale di area disagiata avviato dalla Regione Abruzzo è pressoché compiuto.
Se nel 2005 il San Massimo poteva contare su tredici reparti, con pronto soccorso e rianimazione, e 185 posti letto, oggi il nosocomio vestino ha 40 posti letto di medicina, la Geriatria è stata soppressa, e un pronto soccorso che smista tutte le urgenze verso Pescara. Per fermare il declassamento del San Massimo è necessario che intervenga sul provvedimento di riorganizzazione della rete ospedaliera il parere favorevole del Tavolo di monitoraggio composto da Ministero della Salute e dal Mef, che si riunirà a metà mese. Toccherà a loro decidere il salvataggio dell’ospedale di Penne.