«Decreto senza sostanza Dove sono le risorse?»

12 Febbraio 2017

TERAMO. Per il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi non ci sono da fare giri di parole sul decreto del Governo per l'emergenza in Abruzzo. «Va riscritto daccapo», scandisce, «ignora quello che è...

TERAMO. Per il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi non ci sono da fare giri di parole sul decreto del Governo per l'emergenza in Abruzzo. «Va riscritto daccapo», scandisce, «ignora quello che è successo nel nostro territorio». Il provvedimento, secondo lui, non tiene conto della "tempesta perfetta" che, tra terremoto e maltempo, si è abbattuta soprattutto sul Teramano. «Le misure a favore delle categorie deboli sono poche e insufficienti», spiega, «e quelle previste hanno una durata troppo breve».

Brucchi si riferisce in particolare alla sospensione delle tasse fino a settembre. «Che ci facciamo?», osserva, «il termine va esteso almeno a 18 mesi e a dieci anni per la restituzione». Troppo restrittivi, inoltre, sono la scadenza al 30 novembre del blocco delle cartelle esattoriali e i criteri per l'accesso al sostegno al reddito. «Va bene che ci sono 41 milioni di euro disponibili», insiste il sindaco, «ma ne può beneficiare solo chi ha un Isee inferiore ai seimila euro annui: nel calcolo sono stati eliminati alcuni aspetti patrimoniali, ma la soglia resta bassissima, quasi nessuno ci rientrerà». Anche il riconoscimento della cosiddetta "busta paga pesante" solo agli sfollati è molto riduttivo. «Qui i problemi sono generalizzati», fa rilevare Brucchi, «il decreto non considera in alcun modo i danni indiretti alle attività economiche che risentono dallo spopolamento e non solo dalle lesioni strutturali dovute al sisma». A farne le spese saranno anche i comuni più colpiti. «Tra chi non potrà pagare e chi si è trasferito altrove, le amministrazioni incasseranno meno e dovranno affrontare maggiori spese», avverte il primo cittadino, «per questo era necessario garantire un fondo di solidarietà più ampio, come all'Aquila». Al decreto insomma «manca sostanza», intesa come risorse fresche e sgravi contributivi e fiscali che consentano al territorio di rialzarsi. «Non c'è nulla per le imprese, manca l'estensione degli ammortizzatori sociali», elenca Brucchi, «e non si considerano maltempo, danni per la neve e la prolungata interruzione del servizio elettrico».

L'unico elemento positivo riguarda la sburocratizzazione delle procedure per la ricostruzione, ma su questo punto il sindaco vede un altro problema che chiama in causa la Regione. «L'ufficio territoriale non è stato ancora aperto, siamo in ritardo rispetto ad altre regioni», evidenzia, «se non partiamo, la velocizzazione dettata dal decreto si rivelerà inutile». Brucchi sollecita emendamenti dei parlamentari abruzzesi in sede di conversione del decreto, ma è pronto alla mobilitazione. «Ho sentito i sindaci dei comuni principali dell'area sismica», conclude, «andremo a Roma».

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