Del Vecchio: «Correggiamo un errore della politica e di tecnici non all’altezza»

21 Novembre 2017

Negli anni Novanta è nata per rispondere alla necessità di garantire «sicurezza alla marineria, perché il mare grosso rappresentava sempre più un problema, un pericolo concreto per la vita degli...

Negli anni Novanta è nata per rispondere alla necessità di garantire «sicurezza alla marineria, perché il mare grosso rappresentava sempre più un problema, un pericolo concreto per la vita degli operatori». E, quando fu progettata, la diga foranea fu immaginata «circa 800 metri più a largo rispetto a dove si trova adesso», ricorda Enzo Del Vecchio (nella foto), segretario particolare del presidente della Regione Luciano D’Alfonso. «Una politica stupida e professionisti non all’altezza hanno fatto sì che la diga venisse realizzata troppo a ridosso dello sbocco del fiume, producendo quelle negatività che sono sotto gli occhi di tutti», tra cui l’insabbiamento dei fondali e l’inquinamento del litorale nord. La soluzione è stata individuata nel Piano regolatore portuale, che ha «previsto di riportare il fiume al di fuori della diga», dice sempre Del Vecchio. E la realizzazione dei due moli, prosegue, «garantirà il non insabbiamento del porto commerciale e del porto turistico, facendo sì che i dragaggi futuri avranno entità di molto inferiore rispetto al passato e non ci troveremo più nella condizione attuale di spesa esorbitante, legata al fatto che l’infrastruttura tende ad insabbiarsi». Il segretario di D’Alfonso ricorda che si procederà sia alla demolizione di una parte della diga che alla realizzazione dei nuovi moli, per «portare il fiume fuori, oltre la diga». E i lavori consegnati ieri comprendono non solo l’apertura della diga ma anche «una soffolta a nord per garantire l’attenuazione del moto ondoso (a nord) e mettere in sicurezza le imbarcazioni in attesa della nascita dei moli per intero». Se le condizioni meteo saranno buone «l’impresa potrebbe trovarsi nelle condizioni di concludere i lavori prima del previsto» mentre l’anno prossimo si potrà procedere all’appalto per i moli guardiani. «In due o tre anni il sistema può essere completato», ipotizza Del Vecchio. «Ma già con l’apertura della diga si vedranno i primi effetti positivi».