«Del Vecchio non lasci se c’è caos»

Consiglieri pro Pagnanelli all’attacco, ma Blasioli è ancora incerto
PESCARA. Alla vigilia del cambio della guardia in giunta, con Del Vecchio che dovrebbe lasciare il posto di vice sindaco al presidente del consiglio comunale Blasioli per andare a ricoprire un incarico nella segreteria di D’Alfonso alla Regione, la situazione appare ancora ingarbugliata. Ieri Antonio Blasioli ha fatto sapere di essere ancora piuttosto incerto se accettare o meno l’incarico di vice sindaco che comporterà un impegno lavorativo maggiore rispetto a quello svolto fino ad oggi come presidente del consiglio comunale. Per questo motivo, Blasioli ha raggiunto nel fine settimana la moglie a Piacenza per prendere una decisione insieme a lei. A questo punto, non appare più scontata la sua nomina già domani, come vorrebbe invece il sindaco.
Ancora peggio la situazione per la scelta del presidente che dovrà sostituire Blasioli. Lo scontro nel Pd, tra coloro che vorrebbero eleggere il capogruppo Marco Presutti e quelli che puntano invece su Francesco Pagnanelli, si va accentuando. Ieri, sono tornati a farsi sentire gli esponenti pro Pagnanelli. Il primo a parlare è stato l’assessore renziano Giacomo Cuzzi. «Abbiamo passato 34 mesi a lavorare per superare grossi problemi della città», ha detto, «ora, a due anni dalla conclusione della consiliatura, il lavoro si dovrà concretizzare maggiormente. Abbiamo davanti grosse sfide, come ad esempio la riqualificazione delle periferie con i fondi del bando statale, è necessario un Pd unito». «Non c’è stato dibattito sulla sostituzione del vice sindaco», ha rivelato, «ma ricordo che Del vecchio ha detto che non avrebbe lasciato il posto in giunta fino a quando non si sarà trovato un nuovo equilibrio. Questo equilibrio non è stato ancora trovato per il presidente, la cui scelta deve avvenire tenendo conto del consenso politico». A suo dire, quindi, dovrebbe essere scelto Pagnanelli, che è il consigliere del Pd più votato. «La città non ha bisogno di un Pd che si avvita su se stesso», ha osservato, «l’amministrazione non può permettersi fratture nella maggioranza». Dello stesso avviso la consigliera Pd Leila Kechoud. «Le valutazioni per la scelta del presidente», ha spiegato, «non possono essere di tipo soggettivo, perché allora possono essere avanzate legittimamente altre candidature. Il criterio deve essere quello del consenso popolare. Se l’uscita di Del Vecchio significa creare una situazione di ingovernabilità in seno al consiglio, la riflessione va fatta sull’opportunità del suo trasferimento in Regione». «Presutti», è il parere di un altro consigliere Pd, Fabrizio Perfetto, «in qualità di capogruppo, non avrebbe dovuto avanzare assolutamente nessuna pretesa, il suo ruolo obbliga alla responsabilità e all’unione».(a.ben.)
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