Delfini e tartarughe morti: giornata nera su tutta la costa

Al confine tra Pescara e Montesilvano, ma anche a Francavilla, Torino di Sangro, Vasto e Giulianova: solo ieri 9 interventi dei volontari del Centro studi cetacei, con la guardia costiera e lo Zooprofilattico
PESCARA. Un delfino e una tartaruga, a pochi metri l’uno dall’altro, spiaggiati al confine tra Pescara e Montesilvano. È il triste rinvenimento fatto da alcuni passanti che, ieri mattina, hanno trovato le due carcasse sulla spiaggia adriatica, nella stessa zona dove nei giorni scorsi si era verificato lo spiaggiamento di altre due tartarughe.
A trascinare i resti dei due animali deceduti (per cause da accertare) sul litorale sono stati i venti di burrasca della notte tra venerdì e sabato che hanno causato forti mareggiate e molteplici spiaggiamenti. Dalle prime ore del mattino di sabato, infatti, i volontari del Centro Studi Cetacei sono stati impegnati sulle coste abruzzesi, da Giulianova a Vasto, per i rilievi su un cospicuo numero di cetacei e tartarughe. Gli interventi hanno interessato complessivamente nove animali deceduti, due delfini e sette tartarughe. Di questi: un tursiope e una tartaruga sulla spiaggia di Pescara al confine con Montesilvano, due tartarughe a Roseto degli Abruzzi, tre esemplari di Caretta caretta nel comune di Francavilla, un tursiope a Torino di Sangro e una tartaruga sulla costa di Vasto. Inoltre, due tartarughe vive ma estremamente debilitate sono state recuperate a Giulianova e sono state trasferite nel Centro recupero e riabilitazione tartarughe marine “L.Cagnolaro” di Pescara, per le necessarie cure garantire dai 18 veterinari volontari.
Gli interventi, coordinati dal Centro studi cetacei, hanno richiesto il contributo della Guardia costiera, dei servizi veterinari delle Aziende sanitarie competenti per territorio, dei carabinieri forestali, della polizia municipale e dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e Molise. In particolare, il personale dell’Istituto zooprofilattico si è recato nei luoghi degli spiaggiamenti dei due delfini per compiere, direttamente sulla spiaggia e sotto lo sguardo di alcuni passanti, delle indagini necroscopiche finalizzate all’accertamento delle cause di morte.
Nel caso del tursiope spiaggiato al confine tra Pescara e Montesilvano si trattava di un esemplare maschio di oltre tre metri di lunghezza, molto anziano, che non presentava lesioni di rilievo e sul quale sono ancora in corso gli accertamenti per comprendere le cause del decesso. Una giornata impegnativa quella di ieri per il direttore sanitario e presidente del Centro studi cetacei, Vincenzo Olivieri, che si è detto però soddisfatto dell’efficacia della task force in azione. «La gestione di interventi multipli sulle coste di tre province è una attività impegnativa e delicata», evidenzia, «che richiede una fine attività di coordinamento, con una particolare attenzione alle norme di sicurezza esacerbata dall’emergenza sanitaria da coronavirus. Gli anni di esperienza ci hanno consentito però, grazie anche all’attenzione delle istituzioni coinvolte e alla capillare presenza sul territorio abruzzese dei nostri volontari, di condurre interventi tempestivi ed efficaci per la raccolta dei dati biometrici e il recupero di un animale in difficoltà. Dato il perdurare delle condizioni meteorologiche sfavorevoli, manterremo alto il livello di allerta per le prossime ore». Gli spiaggiamenti di ieri, al confine tra Pescara e Montesilvano, seguono di qualche giorno quello di altre due tartarughe trovate morte nello stesso tratto di costa e segnalate immediatamente dai passanti alla Guardia costiera.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

