Delitto Albi, oggi parte il processo Cavallito chiamato a testimoniare

29 Marzo 2024

PESCARA. Inizia oggi, davanti ai giudici della Corte d'Assise di Chieti, il processo ai tre presunti responsabili della morte dell'architetto pescarese Walter Albi e del ferimento dell'amico Luca...

PESCARA. Inizia oggi, davanti ai giudici della Corte d'Assise di Chieti, il processo ai tre presunti responsabili della morte dell'architetto pescarese Walter Albi e del ferimento dell'amico Luca Cavallito: un agguato a colpi di pistola che si consumò il 1° agosto 2022 al bar del Parco e per il quale sono imputati il presunto killer Mimmo Nobile, il presunto mandante, il calabrese Natale Ursino, e Maurizio Longo, ritenuto fiancheggiatore e uomo di fiducia del calabrese collegato alla ’ndrangheta. Udienza riservata all'acquisizione delle prove: ai 93 testimoni presenti nella lista dell’accusa (molti sono investigatori che si sono anche interessati della rapina al Centro agroalimentare di Cepagatti dell'11 luglio 2022, dove Nobile e Longo presero la pistola alla guardia giurata, arma che gli esperti hanno indicato come quella usata per il delitto Albi), rispondono in maniera molto contenuta le difese. Quattordici testi per Nobile (difeso dagli avvocati Massimo Galasso e Luigi Peluso), 6 per Ursino (assistito da Cesare Placanica e Giovanni Scarfò), con in testa proprio Luca Cavallito, che a loro dire potrebbe fornire utili elementi alla difesa di Ursino; nessuno per Longo (difeso da Giancarlo De Marco e Antonio Di Blasio).
Un processo dove tutte le attenzioni del collegio difensivo saranno rivolte verso Cavallito, principale teste d’accusa, che nei suoi interrogatori ha detto tanto ai magistrati titolari dell’inchiesta condotta dal procuratore Giuseppe Bellelli, dall’aggiunto Anna Rita Mantini e dal sostituto Andrea Di Giovanni), fornendo una pista credibile, secondo la procura. «Sarà un processo difficile», afferma l’avvocato Ernesto Torino Rodriguez che assiste Cavallito, «perché al di là degli innumerevoli riscontri in mano alla procura, rimane quale prova decisiva quella che è l’identificazione vocale fatta da Cavallito che ha detto di aver riconosciuto Nobile anche vedendolo camminare».
Sarà battaglia in aula anche perché dai reperti ritrovati dagli investigatori nelle sterpaglie di via del Pantano e utilizzati dal killer e dai complici (moto, caschi, scarpe, resti della pistola ritenuta quella rubata a Cepagatti e la stessa usata dal killer), le uniche tracce biologiche, l'unica impronta sul caricatore della pistola risulta di una persona ignota. Nobile ha sempre sostenuto di non essere stato lui e dalla lista testi dei suoi difensori, si intuisce quale potrebbe essere l’obiettivo della difesa: dimostrare che Nobile quel giorno era da un’altra parte della città.
Annotazione a margine per Luca Cavallito, citato dall'accusa come teste principale dopo la sua collaborazione: dovrà essere assistito da un avvocato in quanto imputato di reato connesso: la procura ha un fascicolo parallelo che riguarda non solo Cavallito, ma anche Nobile e Ursino, per quel traffico di cocaina con l'Ecuador di cui ha parlato lo stesso Cavallito nei suoi lunghi interrogatori.
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