Della Vigna: «Mi auguro un ribaltamento in Appello»

24 Ottobre 2022

L’AQUILA. Cittadini, associazioni, comitati, rappresentanti politici hanno voluto essere presenti alla manifestazione “Le vittime non hanno colpa”. Non poteva mancare l’avvocato Maria Grazia...

L’AQUILA. Cittadini, associazioni, comitati, rappresentanti politici hanno voluto essere presenti alla manifestazione “Le vittime non hanno colpa”. Non poteva mancare l’avvocato Maria Grazia Piccinini, madre di Ilaria Rambaldi, studentessa di Ingegneria rimasta uccisa nel crollo della palazzina di via Campo di Fossa. Proprio dal suo caso, unito a quello di altre 4 vittime, ha avuto origine la sentenza civile che attribuisce il 30% delle colpe a chi è rimasto schiacciato dalle macerie. Una sentenza che la signora Piccinini non ha esitato a definire scandalosa. «Mi auguro», ha detto, «che questa sentenza non abbia seguito». D’altra parte, si tratta di un provvedimento senza precedenti da parte di un magistrato che più volte si è occupato del terremoto, senza mai peraltro attribuire alle vittime alcuna responsabilità né del 30, né del 15o del 5 per cento. Sono per questo meravigliata. Le domande che mi faccio, dunque, è per quale motivo questa sentenza? Perché proprio adesso? Perché proprio a noi?».
Presente anche l’avvocato Wania Della Vigna che ha seguito le vicende dei parenti delle vittime della Casa dello Studente e di altri fabbricati in via Campo di Fossa. «Mi auguro che questa sentenza venga ribaltata in appello», ha spiegato, «anche per scongiurare possibili ripercussioni in sede processuale riguardo questa tragedia, ma anche altre vicende come il disastro di Rigopiano o il terremoto di Amatrice. Non c’è stato alcun comportamento incauto da parte delle vittime e questo sarà dimostrato nelle aule della Corte d’Appello dell’Aquila».
Tanti i contributi e le testimonianze. «Noi cittadini e soprattutto noi familiari delle vittime siamo uniti», ha detto Carla Esposito, zia di Francesco, anche lui scomparso la notte del 6 aprile 2009. Questa sentenza non è giusta anche perché fa riemergere un passato che facciamo fatica anche solo a ricordare». Presente al sit-in anche Stefania Pezzopane, già parlamentare Pd ed ora consigliere comunale dell’Aquila. «Abbiamo più volte chiesto verità e giustizia in questi 13 anni, tutto potevamo immaginare ma non che una sentenza potesse dare colpa alle vittime. Le vittime non possono avere colpa», ha detto. «Tutti quella notte restammo a casa perché eravamo stati rassicurati. Siamo qui e continueremo a combattere per la verità e la giustizia». (fab.i.)