Demolizione palazzo di 7 piani Ruspe al lavoro per un mese

Da oggi e per tutta la durata dell’intervento c’è il divieto di sosta nel tratto di riviera interessato Sarà eliminato anche un rudere alle spalle della struttura. E il nuovo edificio sarà arretrato di 5 metri
PESCARA. Si comincia. Prendono il via oggi i lavori, sulla riviera nord, per l’abbattimento dello scheletro in cemento armato di Palazzo Michelangelo, l’edificio mai completato vicino alla rotonda Paolucci, e anche della struttura alla sue spalle. L’intervento durerà un mese per cui da oggi fino al 30 ottobre il Comune ha istituito il divieto di sosta e di fermata (con rimozione forzata) sul lato monte della riviera antistante il palazzo mai finito, al civico 187, in modo da «salvaguardare la pubblica incolumità e, nello stesso tempo, assicurare una sollecita attività dell’intervento» di demolizione.
«La prima struttura ad essere abbattuta sarà quella sul retro, una porzione di un vecchio edificio di due piani che in parte era stata già buttata giù all’epoca», quando è cominciata questa lunga vicenda al centro di tanti ricorsi. «E poi si passerà allo scheletro in cemento armato» di sette piani sulla riviera, spiega il direttore dei lavori Carlo Galimberti che si occupa di coordinare tutto per l’impresa Immobiliare Michelangelo.
I mezzi sono pronti, sul posto, e il decespugliamento dell’area è stato eseguito: non resta che avviare l’intervento. «Si procederà con un cingolato dotato di una pinza idraulica che frantumerà il cemento, destinato a discarica». Questo lavoro dovrebbe durare un mese, «se il meteo lo permetterà», e poi prenderà il via l’intervento per dar vita, nello stesso posto, a una nuova costruzione (si attende l’autorizzazione del Genio civile). L’edificio residenziale che si andrà a realizzare al posto del rudere sarà delle stesse dimensioni del precedente, arretrato rispetto alla strada di 5 metri, e per questo progetto a fianco all’imprenditore Enzo Tintorelli ci dovrebbe essere un partner.
Con l’eliminazione del palazzo mai finito si chiude un capitolo che si è trascinato per 16 anni, caratterizzato da un interminabile contenzioso tra il Comune e l’impresa costruttrice nato dall’annullamento del titolo edilizio. Di fatto la battaglia legale non è ancora arrivata al capolinea, visto che si attende un pronunciamento del Consiglio di Stato. I residenti, dal canto loro, sono riusciti a ottenere dal Comune il pagamento di un’indennità annuale a titolo di risarcimento per il danno al paesaggio subito dal mancato abbattimento del rudere.
«Finalmente», ha commentato su Facebook ieri mattina il sindaco Carlo Masci in vista dell’avvio dell’intervento. «Per sedici anni questo scheletro di cemento ha deturpato l'immagine della nostra stupenda riviera. Per tutto questo tempo i sindaci che si sono succeduti hanno annunciato che l'avrebbero abbattuto, ma questo sgorbio è rimasto sempre lì, come un pugno in un occhio. Ora comincerà il suo abbattimento e come sindaco di Pescara, sono fiero, orgoglioso e contento di poter dire ai pescaresi che la missione è compiuta: guardatelo per l'ultima volta, non lo vedrete più», ha concluso il primo cittadino sulla sua bacheca virtuale. La soddisfazione di Masci deriva anche dal fatto che l’amministrazione da lui guidata «ha accelerato il processo. Quello che accade oggi poteva accadere anche prima, due anni fa, ma non è avvenuto e il Comune ha continuato a pagare il risarcimento». Sembrano tirare un sospiro di sollievo, in fin dei conti, anche all’Immobiliare Michelangelo. Tintorelli era «entusiasta dell’intervento», quando è stato avviato, ma poi ha subito «una serie di attacchi sul fronte giudiziario» per cui, nel tempo, si è fatta largo la «rassegnazione» rispetto al progetto iniziale.
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