Dentro il carcere con il telefonino: nuovi guai per l’assassino di Aliona

FRANCAVILLA AL MARE. È indagato per un cellulare trovato in carcere. Nuovi guai giudiziari per Roland Bushi, l’albanese di 29 anni rinchiuso nella casa circondariale di Viterbo per aver ucciso Aliona...
FRANCAVILLA AL MARE. È indagato per un cellulare trovato in carcere. Nuovi guai giudiziari per Roland Bushi, l’albanese di 29 anni rinchiuso nella casa circondariale di Viterbo per aver ucciso Aliona Oleinic, la 33enne moldava accoltellata undici volte nel cortile della sua abitazione, a Francavilla al Mare, il 3 settembre del 2019. Pochi giorni fa, Bushi e il compagno di cella Lodjan Ibrahimi, anche lui albanese, 34 anni, sono stati perquisiti dalla polizia penitenziaria. Ed è spuntato un mini telefono marca Melrose, «completo di batteria, scheda sim e caricabatteria rudimentale». Resta da capire come il cellulare sia stato introdotto in carcere. I due detenuti sono stati dunque iscritti nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Paola Conti per concorso in ricettazione e «accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti», reato introdotto dall’ultimo decreto sicurezza e punito con la reclusione da uno a quattro anni. Il telefonino è stato sequestrato e sono in corso accertamenti sulle telefonate “abusive”.
Bushi, difeso dall’avvocato Antonello D’Aloisio, è sotto processo davanti al tribunale di Chieti e rischia l’ergastolo per il femminicidio che sconvolse Francavilla: il pm Lucia Anna Campo gli ha contestato le aggravanti della premeditazione e dei motivi futili e abietti. L’albanese, che si è visto già respingere la richiesta di rito abbreviato, contava sul parere della Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità della nuova legge che esclude lo “sconto di pena” per i delitti puniti con l’ergastolo. Ma, secondo la Consulta, la questione sollevata dai tribunali di La Spezia, Napoli e Piacenza è infondata.
Per il processo a carico di Bushi si tornerà in aula il 23 marzo del 2021, quando verrà ascoltata, con l’aiuto di un interprete, la madre di Aliona, che ha assistito all’aggressione. Nell’ultima udienza, il medico legale Cristian D’Ovidio, che ha eseguito l’autopsia, ha confermato che il decesso della ragazza «è riconducibile in via del tutto esclusiva all’aggressione avvenuta il 3 settembre del 2019». I medici del Santissima Annunziata prima, e del Gemelli poi, hanno operato sei volte la giovane. Ma non è stato sufficiente per strapparla alla morte. La sorella di Aliona, invece, ha ricordato come Bushi fosse ossessionato dalla giovane: «Le telefonava in continuazione».

