Denuncia il medico, poi tenta di ucciderlo

Paziente con problemi psichiatrici armato di coltello aggredisce Vincenzo Berghella nel suo studio in centro
PESCARA. Con la scusa di accusare un mal di stomaco, si è presentato nello studio del medico curante, Vincenzo Berghella, in viale Regina Margherita, e ha cercato di accoltellarlo. Ma il suo progetto omicida è fallito e l’uomo è stato arrestato.
G.F. 43 anni, affetto da disturbo bipolare, ha agito mosso dalla gelosia. Voleva uccidere il medico perché pretendeva che non si occupasse più della sua fidanzata e sospettava una relazione tra i due. Non solo, ma lunedì scorso lo aveva denunciato alla finanza sostenendo che dal 2008 il professionista gli avrebbe «estorto migliaia di euro» per seguire le sue pratiche per l’invalidità.
Venerdì pomeriggio, il 43enne è stato accolto regolarmente dal medico nello studio, dove è seguito da una ventina di anni. Nel momento in cui Berghella si è voltato per prendere delle medicine da una vetrinetta il 43enne ha sferrato la prima coltellata, schivata al volo perché il medico ha notato lo scatto dell’aggressore con la coda nell’occhio. Ne sono seguite altre dieci, all’incirca, e Berghella si è difeso strenuamente. Dopo la prima coltellata, che gli ha strappato la camicia ma non lo ha trafitto, ha avuto la prontezza di riflessi di non voltarsi più di spalle. Man mano che arretrava ha lanciato contro il 43enne tutto quello che si trovava a portata di mano, dalla sedia alla poltrona, e poi si è chiuso tra la porta e il muro, per difendersi, mentre l’altro cercava di colpirlo con il coltello da cucina, dicendo di volerlo uccidere. Accorgendosi del trambusto che c’era nella stanza sono entrati la segretaria e un altro assistito e l’aggressore è fuggito via. Si è sbarazzato dell’arma e si è allontanato ma nel giro di un minuto e mezzo sono arrivati gli uomini della squadra Volante e del Reparto prevenzione crimine Abruzzo, coordinati rispettivamente da Dante Cosentino e Laura Pratesi. C’è voluto poco e il 43enne è stato rintracciato dalla polizia e acciuffato con il recupero e il sequestro del coltello, che ha una lama di 11 centimetri. L’uomo è finito in carcere per tentato omicidio.
Il medico è rimasto basito. «Assisto questa persona e la sua famiglia da vent’anni», commenta Berghella. «Da me ha avuto tutti i benefici possibili e l’ho aiutato a ottenere l’invalidità civile, così come sto aiutando la fidanzata, anche lei con disturbi mentali, per questioni simili e nei prossimi giorni dovrei accompagnarla a un controllo». Ma G.F. non la vede così. «Era geloso, non voleva che seguissi la pratica della donna perché riteneva che fossimo amanti e ha minacciato per lo stesso motivo anche altre persone. Pretendeva che nessuno avesse a che fare con lei».
Nessuna estorsione, assicura Berghella. «Le procedure di cui mi occupo hanno un costo ed è tutto fatturato e certificato - dice. Io ho combattuto per lui e ora mi si rivolta contro. Sono l’ultimo con cui potesse prendersela e ritengo che sia stato istigato dalla fidanzata, che fa apparire gli altri uomini come nemici. La malattia del 43enne, già di per sé pesante, viene amplificata dal rapporto con la donna che stimola la gelosia allucinante di cui lui soffre. Altrimenti non si spiega la denuncia alla Finanza».
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