Denuncia per plagio i Modà e rischia di perdere la casa

Il caso del compositore Marco Contento dal tribunale di Milano a Pescara Il ctu gli dà ragione, ma viene condannato a pagare le spese. Ricorso in Cassazione
SPOLTORE. Ha rischiato di perdere la sua porzione di casa per aver chiesto giustizia di fronte a un eclatante caso di plagio, certificato anche dal consulente tecnico della Corte di Appello del tribunale di Milano, sezione diritti d’autore. Ma ieri mattina Marco Contento, batterista e compositore noto in tutta Italia per aver collaborato con molti musicisti italiani e non (da Anna Oxa a Masini, dagli Stadio a Facchinetti, mentre il suo soprannome, DrumMark, gli è stato coniato addirittura dal grande B.B.King), residente con la sua famiglia a Spoltore, davanti alla causa di pignoramento svoltasi nel tribunale di Pescara (giudice Domenica Capezzera) ha deciso di rendere pubblica una storia che va avanti dal 2008, da quando il suo brano “Anima Nera”, cantata da Antonietta Menegatti, in arte Edea, venne scelto a Sanremo Lab condotto da Paolo Bonolis, insieme alle canzoni di Arisa (Felicità) e Simona Molinari (Egocentrica). Bonolis poi scelse i brani di Arisa e Simona Molinari.
«Marco è un ottimo compositore», spiegano i suoi avvocati Antonio Oronzo e Roberta Contini del Foro di Pescara «e la vittoria a Sanremo Lab rappresentò l’occasione per proporre il suo brano alle maggiori case discografiche milanesi, compresa quella dei Modà. Quella di Kekko Silvestre fu anche l’unica casa discografica a rispondergli, ma nel 2010 i Modà registrarono la canzone “Sono già solo”, con il ritornello identico a quello di “Anima nera”. Da qui la causa al tribunale di Milano e la prima consulenza tecnica che, per una serie di episodi sfortunati, definiamoli così, portarono il perito a dire che Contento aveva copiato “Per Elisa” di Beethoven e Silvestre la sinfonia K550 di Mozart. Il tribunale compensò le spese e Contento, naturalmente, fece ricorso in Appello. Il ctu della Corte d’Appello diede pienamente ragione al compositore abruzzese», proseguono gli avvocati, «ma il collegio giudicante cambiò totalmente e il giudice decise di affidarsi alla prima perizia, ignorando completamente il secondo consulente, maestro Abate, che dava ragione al ricorrente».
Contento viene quindi condannato al pagamento delle spese processuali. La cifra da sborsare supera i diecimila euro. Il compositore abruzzese chiede una rateizzazione, che però viene rifiutata dagli avvocati di Silvestre e si arriva al pignoramento di una porzione dell’abitazione, che ieri è stata acquistata dalla sorella. Ma la ricerca della giustizia non si ferma.
«Abbiamo già proposto ricorso in Cassazione, dove siamo certi che i giudici seguiranno con attenzione questo caso», sottolinea l’avvocato Oronzo. «Marco dovrà essere risarcito anche moralmente per quanto subito: ufficiali giudiziari in casa, tecnici, udienze, umiliazioni... per un artista, in particolare un compositore che vive di musica e ispirazione, è impossibile lavorare in queste condizioni. Se pensa che poi era stato lui a rivolgersi alla giustizia e si è ritrovato dalla parte del torto, il caso diventa ancora più incredibile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

