Denunciata per le mascherine, caso archiviato

Alanno. Secondo la Procura, la consigliera comunale non si appropriò dei dispositivi, ma li distribuì
ALANNO. Doppia archiviazione per la consigliera di opposizione Fabia Fattore, oggetto di due denuncie e adesso promotrice a sua volta di una denuncia per diffamazione nei confronti di chi l’aveva accusata.
Si tratta di due distinti episodi. Nel primo, i suoi “accusatori” sono stati il sindaco Oscar Pezzi e i membri della giunta Fabio Di Domizio, Gaetano Cuzzi e Angelica Breda. Nel secondo episodio, la segretaria comunale Francesca Vecchi. Entrambi i fatti risalgono a circa un anno fa.
Il primo, nell'aprile 2020, riguarda le mascherine anticovid. Il secondo, a luglio 2020, attiene a presunte offese verbali.
La segnalazione per le mascherine consisteva nella ritenuta condotta illecita, in quanto “appropriativa” del bene, da parte di Fattore la quale, a seguito di una preventiva richiesta autorizzata dalla Protezione civile regionale, era andata al ritiro di 300 mascherine (le prime che arrivavano ad Alanno in piena emergenza pandemica) da distribuire ad associazioni e corpi operanti nel settore come Protezione civile, Misericordia, carabinieri e casa di riposo. Circostanza annunciata da Fattore su Facebook, dettagliando anche le fasi della distribuzione. Rispetto a questo episodio, la Procura ha ritenuto che «gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio, atteso che, sulla scorta dell’attività di indagine delegata, non è emersa a carico dell’indagata l’esistenza di una oggettiva condotta appropriativa delle mascherine chirurgiche, presidi sanitari, in possesso della Fattore in ragione del proprio ufficio di consigliere, sono stati consegnati alla casa di riposo, alla Misericordia, alla Protezione civile e ai carabinieri di Alanno».
Il contrasto con la segretaria comunale, invece, era nato a seguito della richiesta della consigliera di inserire 9 emendamenti attinenti ai capitoli di bilancio nella seduta di consiglio comunale. Emendamenti normativi, in quanto venivano modificati o integrati solo alcuni dati, senza l’aggravio di spese o missione di riferimento.
Ma in quell’occasione la funzionaria della segreteria dichiarò irricevibile la richiesta, scatenando la reazione di Fattore che alzò il tono di voce nei suoi confronti, «intimandole di imparare a svolgere il suo ruolo in una pubblica assise». Cosa che costò alla consigliera la segnalazione alla Procura, con la motivazione che «avrebbe tenuto una condotta grave e un comportamento lesivo nei suoi confronti».
Anche in questo caso, secondo la Procura, le frasi che avrebbe proferito l’indagata, «non appaiono di contenuto tale da integrare l’offesa al bene giuridico tutelato dalla fattispecie incriminatrice ipotizzata, anche in considerazione del diritto di critica esercitabile nel consesso ove è avvenuto il fatto», motivazione che ha comportato l'archiviazione.
Di contro, Fabia Fattore ha depositato a sua volta una denuncia nei confronti della segretaria comunale, «anche in correlazione al suo comportamento nel contesto di clima di conflitto e discriminazione nei riguardi del ruolo di consigliere di opposizione».
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