Depistaggi su tragedia Rigopiano Pronte sette richieste di processo

Chiusa l’inchiesta bis dopo gli interrogatori del funzionario Verzella e dell’ex vice prefetto Angieri L’ex prefetto Provolo e altri 6 indagati accusati di avere nascosto elementi di prova utili alle indagini
PESCARA. Con gli interrogatori degli ultimi due indagati nell'inchiesta bis sulla tragedia di Rigopiano, quella del presunto depistaggio che coinvolge sette prefettizi con in testa l'ex prefetto Francesco Provolo, si chiude anche questo fascicolo parallelo a quello madre sulla morte delle 29 persone che vennero travolte dalla valanga che distrusse il resort di Rigopiano il 18 gennaio 2017.
Al procuratore Massimiliano Serpi e al sostituto Andrea Papalia, non resta che firmare la richiesta di rinvio a giudizio per i sette indagati, che nei prossimi giorni arriverà all'attenzione dell'ufficio del giudice per l’udienza preliminare che ha già in programma le due udienze del 10 e del 16 luglio, rispettivamente sulle richieste di opposizione alle archiviazioni e sulla sorte dei 25 imputati nel troncone principale.
I due ultimi interrogatori effettuati, quello del funzionario Giancarlo Verzella e dell'ex vice prefetto Salvatore Angieri, da loro stessi richiesti dopo avere ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini, non avrebbero apportato nulla di più a quanto già cristallizzato nel fascicolo processuale.
Entrambi avrebbero in sostanza ribadito quanto già dichiarato a suo tempo e cioè di aver agito in buona fede e di non aver assolutamente operato con il fine di depistare le indagini che erano in corso. Tutti sono attualmente indagati per depistaggio e frode processuale, per aver nascosto elementi di prova utili alle indagini.
In particolare, la telefonata del cameriere dell'hotel distrutto, Gabriele D'Angelo (una delle 29 vittime) che la mattina del 18 gennaio aveva chiesto aiuto per far sgombrare l'hotel, sia per le pessime condizioni del tempo sia soprattutto per quelle scosse di terremoto che avevano creato il panico fra ospiti e dipendenti della struttura che non avevano la possibilità di allontanarsi dall'albergo per l'impraticabilità dell'unica strada di accesso alla struttura.
Stando alle indiscrezioni, sembra che l'impianto portante delle accuse contestate ai sette della Prefettura dovrebbe restare praticamente lo stesso, anche se potrebbero essere state apportate delle variazioni al capo di imputazione, sulla scorta delle ulteriori indagini effettuate dopo gli avvisi di conclusione delle indagini e soprattutto dopo gli interrogatori.
Comunque, tutto è pronto e fra qualche giorno la richiesta di processo dovrebbe arrivare all'ufficio del giudice per l'udienza preliminare, al quale spetterà l’ultima parola sull’eventuale rinvio a giudizio.
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