Depuratore, la procura acquisisce gli atti

Francavilla, inchiesta sul mare sporco: agenti della forestale nella sede del Comune, Provincia di Chieti, Aca e Ato
FRANCAVILLA. Primi passi nell’indagine della procura di Chieti, inchiesta bis parallela a quella aperta dalla magistratura pescarese, sull’inquinamento del mare al confine tra Pescara e Francavilla. Ieri mattina, gli agenti della polizia forestale di Chieti si sono presentati negli uffici del Comune di Francavilla per prendere visione della documentazione relativa al depuratore di contrada Pretaro, al cui malfunzionamento è stato attribuito lo sversamento in mare di una quantità di colibatteri 50 volte superiore rispetto al limite massimo consentito.
Nel frattempo, altri agenti della forestale facevano visita nelle sedi di altri enti interessati dalla vicenda, come la Provincia di Chieti, l’Aca e l’Ato, per prendere copia dei atti e comunicazioni intercorse fra le varie amministrazioni sui problemi del depuratore. Sembra che l’indagine della procura di Chieti sia scattata in seguito a un esposto di cittadini che hanno battuto sul tempo il Comune: nei giorni scorsi, infatti, il sindaco Antonio Luciani aveva annunciato che l’amministrazione era decisa a chiedere l’intervento della magistratura per fare chiarezza sulla vicenda dei liquami in mare. E proprio a tal fine, stava predisponendo una dettagliata denuncia che avrebbe dovuto essere inoltrata proprio in questi giorni. Gli uomini della forestale sono arrivati intorno alle 9,30. Insieme al personale degli uffici, l’assessore all’Ambiente, Gianluca Bellomo, si è messo a disposizione per fornire dati e documenti utili. Pare che l’attenzione degli investigatori si sia incentrata in modo particolare, sui carteggi relativi al depuratore, intercorsi fra Comune, Arta e Aca, nel corso del 2015. Gli agenti hanno visionato e acquisito copia degli atti contenuti nei faldoni custoditi nei vari uffici. Un lavoro accurato durato fino alle 14. È risultata utile la ricerca cronologica dei documenti già effettuata dal Comune in funzione dell’annunciato esposto alla magistratura.
«Abbiamo accolto di buon grado la visita della polizia forestale» commenta il sindaco Luciani. «Da tempo, stiamo chiedendo chiarezza su tutta questa vicenda. Speriamo che la magistratura faccia luce, con l’auspicio che quanto accaduto sia da monito per il futuro affinché si cambi marcia. Qualora emergano delle responsabilità, gli eventuali colpevoli devono essere puniti». Poiché l’indagine della procura sul depuratore di Pretaro è già scattata, è probabile che il Comune rinunci a presentare il proprio esposto. Invece, riguardo alla richiesta di dimissioni del presidente dell’Aca, Vincenzo Di Baldassarre, Luciani appare irremovibile. «È evidente che l’Aca non ha fatto appieno il proprio dovere. Anche se Baldassarre non avesse colpe, la responsabilità politica è sua» attacca Luciani, «è evidente che non è riuscito nel suo compito. A viva voce chiederò all’assemblea dei sindaci che lasci quella poltrona per fare spazio a un vero rinnovamento».
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