Depuratore più potente, via ai lavori

A gennaio parte l’appalto da 8,5 milioni, l’intervento durerà un anno e mezzo. L’Aca: «Così fiume e mare saranno più puliti»
PESCARA. Il prossimo gennaio, subito dopo le feste natalizie, partiranno finalmente i lavori per potenziare il depuratore di Pescara. Lo ha annunciato il direttore dell’Aca Bartolomeo Di Giovanni che, insieme al direttore tecnico Lorenzo Livello, dirigerà l’intervento finanziato dallo Stato con il decreto Sblocca Italia per 8,5 milioni di euro.
Si tratta di un’opera molto attesa, che fa parte del piano per la realizzazione di un nuovo parco depurativo, perché contribuirà in maniera determinante a ridurre l’inquinamento del fiume e del mare. I passaggi tecnici sono stati tutti completati. Nel mese di ottobre scorso, il progetto ha ricevuto il parere favorevole del comitato di Via (Valutazione di impatto ambientale) della Regione. Il 17 novembre scorso, la Regione ha autorizzato con una determina i lavori. Poi, è stata espletata la gara d’appalto da 8,5 milioni, di cui 6,7 di lavori, vinta dall’associazione di imprese composta dalle ditte De Cesaris (Francavilla), Almacis (Pescara) ed Entei (Cagliari). E, il 5 dicembre scorso, sono stati consegnati i lavori, che avranno una durata di un anno e mezzo.
Il progetto è articolato in più passaggi e prevede la realizzazione del nuovo sistema di pretrattamento dei fanghi potenziato, composto da dissabbiatura, disoleatura e grigliatura, dimensionato per una portata massima pari a quattro volte quella media dell’impianto. Poi, la costruzione di una vasca di ossidazione da 17mila metri cubi e la realizzazione di nuove vasche di sedimentazione mediante la trasformazione dei sedimentatori primari in sedimentatori secondari. In pratica, verrà adeguata la potenzialità dell’impianto che passerà da una capacità di trattamento equivalente a 180mila abitanti a un’altra equivalente a una popolazione di 210mila persone. «L’intervento», spiega una nota dell’Aca, «garantirà il rispetto dell’attuale normativa vigente ed eviterà così lo sversamento di liquami nel corpo idrico ricettore (Fosso Cavone-fiume Pescara)».
Le operazioni di costruzione saranno anticipate dalla bonifica dell’area attualmente occupata dai fanghi di depurazione. «La nuova unità biologica», dice ancora l’azienda acquedottistica, «ha lo scopo di abbattere sia il carico inquinante biologico, sia il contenuto di sostanze nutrienti (azoto e fosforo)».
«Si tratta di un cantiere», avevano fatto presente tempo fa in una nota congiunta il presidente dell’Aca Luca Toro e il sindaco Marco Alessandrini, «a cui teniamo molto, perché è il primo stralcio di un’azione fondamentale e concreta per migliorare sia l’attività depurativa della città, che la salute del fiume e, di conseguenza, quella del mare. Una sfida che vede già da tempo operativi, come mai accaduto prima, il Comune, l’Aca, insieme alla Regione, nostro primo interlocutore, all’Ersi e agli enti d’ambito e alle istituzioni competenti sul territorio». «Questa sinergia», avevano ricordato, «e gli interventi sin qui svolti per convogliare tutti gli scarichi sul depuratore, hanno già fatto sentire positivamente il loro effetto sulla qualità delle acque del mare».
Il cronoprogramma prevede un anno e mezzo di lavori, ma le ditte procederanno in progress, a cominciare dagli interventi di pretrattamento che potranno essere definiti in tempo per la prossima stagione balneare, in modo da apportare miglioramenti per la qualità dell’acqua del mare. Toro e Alessandrini, nell’ottobre scorso, avevano anche preannunciato incontri pubblici per illustrare ai cittadini il progetto completo del parco depurativo.
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