Depuratore potenziato entro l’estate 2023

L’annuncio di Sospiri: «Con l’impianto saranno neutralizzati i problemi di balneazione del mare»
PESCARA. «Finiranno entro l’estate del 2023 i lavori dell’Aca per il nuovo parco depurativo, sbloccati nel mese di ottobre grazie al milione di euro messo a disposizione dalla Regione».
L’annuncio arriva dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri che ringrazia la Regione, a partire dal presidente Marco Marsilio, per «aver compreso quanto fosse strategico il ruolo della depurazione per tutta l’area metropolitana» e l’Aca, presieduta da Giovanna Brandelli, per aver saputo restituire vigore a «un intervento fondamentale».
Sospiri ricorda che il potenziamento del depuratore «era un’opera ferma, morta da anni, con un contenzioso per milioni di euro tra l’Aca e le ditte che si erano aggiudicate l’appalto. Al danno si aggiungeva la beffa, con l’incremento degli sversamenti delle acque reflue nel fiume legato al fatto che il depuratore riceveva in ingresso dei picchi di acqua pulita. Il cantiere attuale ha l’obiettivo di evitare lo scarico attraverso gli impianti di sollevamento e di trattare maggiori quantità di acque, con la realizzazione di una vasca di ossidazione dei fanghi e di un impianto di filtrazione, per intercettare le acque pulite prima dell’ingresso al depuratore, che dunque dovrà bonificare una minore quantità di reflui, e la loro disinfezione (per eliminare la carica batterica e lo scarico)».
«L’attività svolta dai tecnici dell’Aca (con gli ingegneri Dino Centorame, Lorenzo Livello e Lucia Bergia), ha permesso di predisporre una variante in tempi record al progetto ripresentato alla Regione Abruzzo che ha compreso la rilevanza della questione e ha reperito un ulteriore milione di euro da investire per giungere a un accordo con le imprese e far ripartire i lavori (gli stralci bloccati dal contenzioso erano da 8 milioni di euro e 16 milioni di euro)».
Sospiri è certo che «avremo un depuratore pienamente funzionante capace di neutralizzare qualunque problema o rischio per la balneazione del nostro mare, indiscutibilmente il prodotto principe del nostro litorale, ossia del nostro indotto turistico. E questo», sostiene, «è solo uno dei risultati ottenuti dalla gestione dell’Aca che ora deve puntare anche alla risoluzione della crisi idrica, partendo da opere utili per non disperdere risorse idriche nel sottosuolo», dice sempre Sospiri.

