Depurazione, sbloccati 117 milioni di euro

17 Marzo 2018

Il governatore e il direttore dell’Ersi, Di Biase, firmano le intese che danno il via libera a 35 interventi

PESCARA. Oltre 117 i milioni di euro di fondi Masterplan, con cui la Regione Abruzzo «dichiara guerra ai problemi della depurazione». Lo ha detto ieri il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, in occasione della firma delle intese che sbloccano i fondi sottoscritte dal governatore e dal direttore dell’Ersi (l’ente regionale per il sistema idrico) Tommaso Di Biase, nella sede della Regione. Gli interventi sono 35: 14 in provincia dell’Aquila, 10 a Chieti, tre in quella di Teramo e otto in quella di Pescara. «Le risorse», ha spiegato D’Alfonso, «toccano punte anche di cinque/sei milioni a intervento. Per il 90% i soggetti attuatori sono le società che gestiscono il ciclo idrico nei diversi territori (Aca, Cam, Sasi, Ruzzo, Gsa, Saca) e per una piccola percentuale i Comuni che hanno gestione diretta e la Provincia di Pescara». Le risorse sono destinate al sistema idrico o a quello fognario-depurativo. «Il mio auspicio», ha detto D’Alfonso, «è che queste convenzioni non diano luogo a fascicoli, bensì a cantieri. Noi siamo molto soddisfatti, se parlassi a nome dei problemi esistenti oggi in questi settori alzerei bandiera bianca. Ma evidenzio che le difficoltà erano nel reperire le risorse finanziarie; ora c’è necessità di risorse umane, procedurali, e tecniche e queste stanno negli enti gestori. Ho raccomandato e richiesto sfrontatezza lavorativa. Non è che questi denari si fermano nei fascicoli, non è che vengono aggiudicati alle imprese e nessuno monitora o controlla. Questa regione fatta di un milione 320mila abitanti, 129mila imprese attive», ha aggiunto, «è una regione cantonale: l’unico elemento che tende all’univocità è la rete fluviale. È il motivo per cui dovremmo avere affetto per i fiumi abruzzesi intervenendo sulla depurazione oggi e rieducando poi. Ci sono associazioni alle quali io riconosco generosità e competenza. Spero non ci sia domani un’economia nera che punterà a rompere il ciclo di funzionamento dei depuratori perché conviene scommettere sulla disfunzione. Anche su questo», ha concluso D’Alfonso, «serve un’opera di acculturamento generale, attività per cui chiamo a raccolta anche il sistema delle associazioni».