Deraglia il treno Muoiono tre donne

26 Gennaio 2018

Incidente ferroviario nel milanese. Cede un binario, caos tra sassi e scintille  I feriti sono 46, sul treno 350 persone. Vertice in Prefettura con Delrio

PIOLTELLO. Una lunga vibrazione, un colpo improvviso e le persone catapultate le une contro le altre, i sassi che schizzavano come proiettili e le scintille alte fino ai finestrini. In poco meno di un minuto a Pioltello, nel Milanese, la noia e l'atmosfera assonnata di uno dei quotidiani viaggi di un treno di pendolari è stata squassata dalla tragedia, dal frastuono, dalle grida, dal sangue. Tutto per 23 centimetri di rotaia saltati via. Il «punto zero» dell'inchiesta della magistratura.
Erano le 6.57, al terminal Messina, a Seggiano di Pioltello (Milano), all'ingresso dell'ampia area di Milano smistamento delle Ferrovie, all'ingresso Sud-Est del capoluogo lombardo, quando il treno regionale di Trenord 10452 partito da Cremona alle 5.32 e diretto a Porta Garibaldi, dove il suo arrivo era previsto alle 7.24, è deragliato con a bordo 350 persone. Alla fine il bilancio del gravissimo incidente sarà di tre morti, due altri feriti molto gravi che sono stati operati, una decina di feriti con lesioni importanti e un centinaio di altri più lievi soccorsi anche se non tutti ospedalizzati. Un disastro causato, secondo i primi rilievi dei tecnici e della polizia giudiziaria, dal cedimento strutturale di una piccola parte di un binario. Un pezzo di soli 23 centimetri ma che è bastato a far uscire un carrello dalle rotaie e a far sbandare il convoglio per oltre un chilometro. Per i viaggiatori che si trovavano all'interno in quel punto è stato l'inferno, con le lamiere ritorte addosso ai corpi dei viaggiatori. A rimanere mortalmente imbrigliate tra le lamiere sono tre donne: Pierangela Tadini, 51enne originaria di Caravaggio ma residente a Vanzago (Milano), Giuseppina Pirri, 39 anni, di Cernusco sul Naviglio (Milano) e Ida Maddalena Milanesi, di 61, originaria di Caravaggio (Bergamo). Un punto maledetto, quello, dove il 23 luglio scorso era deragliato un altro treno, fortunatamente senza provocare feriti. Subito sono scattati i soccorsi, con decine di squadre del 118, dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine intervenute sul posto. E da subito la situazione è apparsa grave, con due morti accertati subito e una decina di codici rossi. Il bilancio definitivo, segnalato dalla Prefettura di Milano che ha coordinato le operazioni, è stato alla fine di «tre morti, e 46 feriti di cui 5 sono in codice rosso, 8 in codice giallo e 33 in codice verde». La Procura di Milano, che sta coordinando le indagini del nucleo specializzato in disastri ferroviari della Polfer (anche l'Agenzia nazionale della Sicurezza Ferroviaria del Mit condurrà ispezioni tecniche) ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di «disastro ferroviario colposo»; con l'imminente iscrizione sul registro degli indagati, verosimilmente, dei responsabili legali e della sicurezza di Rete Ferroviaria Italiana (che gestisce le infrastrutture) e, non si esclude, anche di alcuni responsabili di Trenord (a cui appartiene il convoglio). E la situazione è stata al centro, nel pomeriggio, a Milano, di un vertice in Prefettura alla presenza del ministro dei Trasporti, Graziano Delrio e del capo della Protezione civile Angelo Borrelli, che hanno fatto anche un sopralluogo. «Esprimo cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime e dei feriti», ha detto il premier Gentiloni, assicurando «l'impegno delle istituzioni ad accertare come sono andate le cose e le responsabilità, se ce ne sono»,..